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Sostegno scolastico ridotto, il tribunale condanna il Miur
La scuola Gamerra aveva ridotto da 36 a 18 le ore settimanali di sostegno scolastico per un bambino con disabilità grave
PISA. “Condannato a interrompere la condotta discriminatoria”. Così il tribunale di Pisa, secondo il consigliere comunale di Pisa Gianfranco Mannini (M5S), ha condannato il Miur - il ministero della Pubblica istruzione - perché la scuola Gamerra aveva ridotto da 36 a 18 le ore settimanali di sostegno scolastico per un bambino con disabilità grave. Questa sentenza del Tribunale (giudice Tommaso Gualano) è stata emessa il 17 febbraio scorso. Il ministero della Pubblica Istruzione è stato altresì condannato alle spese legali e ad un risarcimento simbolico di 500 euro.
La sentenza del Tribunale di Pisa è conseguenza delle leggi di spending review del 2009 (che tagliavano del 50% le ore di sostegno) che erano state peraltro già annullate dalla sentenza n. 80 del 2010 della Corte Costituzionale.
La vicenda era iniziata perché uno dei genitori di questo bambino si era rivolto alla sportello SOS Movimento 5 Stelle promosso dal consigliere comunale Mannini che a sua volta, anche in qualità di presidente del Coordinamento etico nazionale dei Caregiver (cioè il comitato che tutela i familiari che si prendono cura dei disabili), aveva concordato la strategia difensiva sulla base delle leggi contro la discriminazione dei disabili.
“Questa sentenza - commenta Mannini - sancisce il principio secondo cui l’inclusione scolastica non può essere scambiata con l’assistenzialismo. Le ore di sostegno mancanti per questo bambino erano infatti state coperte con 18 ore di assistenza specialistica a carico della Asl di Pisa. Ora, con questa sentenza, è stato finalmente chiarito che una cosa sono le ore di sostegno, un’altra sono le ore di assistenza specialistica”.
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