Il Tirreno

Pisa

LA PROPOSTA

«Solo in casa grande? Paga di più»

«Solo in casa grande? Paga di più»

L’assessore Ylenia Zambito chiede a Rossi una riforma degli affitti

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. «Sono convinta che si debba rivedere il calcolo dei canoni d’affitto, inserendo anche la qualità e la dimensione dell’alloggio». L’assessore alla casa Ylenia Zambito, a margine della «festa» per l’assegnazione di 106 nuove case popolari affronta tre temi: l’invito al governatore Enrico Rossi, l’annunciata contestazione che non c’è stata e il tema della riforma delle legge regionale sull’edilizia popolare. Il presidente della Toscana ha declinato per problemi di salute: «Lo avrei ringraziato per i fondi erogati dalla Regione e avrei detto che siamo pronti anche per i bandi futuri», spiega Zambito. Così è saltata la protesta organizzata contro di lui; ma il Comitato di quartiere Sant’Ermete ha svolto un volantinaggio con le richieste: sblocco dei finanziamenti per ristrutturare gli alloggi vuoti, applicazione di progetti di autorecupero, superamento dei problemi burocratici e spostamento coatto in alloggi più piccoli delle famiglie non numerose che vivono in grandi case. L’assessore ha fatto un ritratto della situazione pisana, seguendo quella scaletta: sulle case di risulta evidenzia che di 262 case consegnate in un anno e mezzo, 148 sono nuove e 114 recuperate; quindi si va avanti su entrambi i fronti. E quando non ci sono fondi subito, si incentiva l’autorecupero: ai nuovi inquilini saranno scalati i soldi spesi per la ristrutturazione. Più delicato il discorso delle assegnazioni straordinarie: «Ce ne sono abbastanza e ci stiamo lavorando».

Infine il problema di famiglie rimaste con poche persone che continuano a vivere in case grandi: più che un trasferimento obbligatorio, Zambito preferisce «un forte aumento dell’affitto. Chi vive da sessant’anni in una casa non ha le forze per un trasloco; ma se vuole restare deve pagare tanto di più». Nella prossima legislatura il consiglio regionale si è impegnato ad affrontare il tema. Nella legge in approvazione si è concentrata solo sulla riforma dei canoni minimi, perché i lavori sono stati ritardati dal cambio del sistema di calcolo sull’Isee, entrato in vigore a gennaio.(g.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani