Il Tirreno

Pisa

Festa delle camelie cresce l’attesa nella Valgraziosa

di Pier Luigi Ara

CALCI. Fervono i preparativi per la festa delle Camelie. L’evento, che si svolgerà il 28 e il 29 marzo, quest’anno si annuncia più importante di sempre, capace di richiamare migliaia di persone da...

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CALCI. Fervono i preparativi per la festa delle Camelie. L’evento, che si svolgerà il 28 e il 29 marzo, quest’anno si annuncia più importante di sempre, capace di richiamare migliaia di persone da ogni angolo della Toscana. Una due giorni ricca di iniziative, che ha il patrocinio della Regione, della Provincia e del Comune di Calci. Numerose le associazioni di volontariato che collaborano attivamente con il comitato organizzatore con alla testa “Nicosia Nostra”, sotto la spinta di Bruna Battaglini. Spicca l’esposizione delle camelie, di contorno manifestazioni di diversa natura in grado di coinvolgere adulti e bambini. Sabato 28 alle 15, itinerari alla scoperta del territorio nei dintorni dell’ex convento.

Il tema: “riconoscere e usare le erbe spontanee alimentari” a cura di Maurizio Gioli. Poi “camminata tranquilla parlando della vita dei boschi”, a cura di Adolfo Cappelli e ancora “Passeggiando per le vie dei frati”, con Ferruccio Bertolini, Enzo Pietrini ed Elisa Renieri. Alle 18 la merenda. Per tutto il pomeriggio esposizioni di camelie, il gioco “Una camelia tira l’altra”, il concorso fotografico e la rassegna letteraria, la musica, video e installazioni, il laboratorio creativo a cura di Agesci Pisa. Domenica 29 marzo, alle 10, itinerario in bicicletta tra campagna e borghi.

Nel pomeriggio dalle 13 alle 15 picnic libero sull’erba e nell’oliveto del convento. Quindi dalle 14 alle 17.30 “Cornici di bellezza - pop up museo”, per le storie di city grand tour a seguire la camminata parlando della vita dei boschi. Da più di 700 anni il convento domina la vallata sottostante, nel corso della sua lunga esistenza ha vissuto periodi di splendore, alternati a fasi di miseria. Per centinaia di anni i religiosi hanno calpestato i suoi pavimenti, e le sue alte e luminose sale hanno risuonato degli echi delle preghiere. Nei primi anni 70 del secolo scorso i frati hanno abbandonato il convento al suo destino. Un destino di rovina e saccheggio, di rovi e oblio.

Meritoria l’associazione “Nicosia Nostra”, nata nel 2004, con l’obiettivo di tutelare e valorizzare il complesso nonostante lo stato di abbandono.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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