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Pisa

Crescono i soci ma le donazioni sono stabili

Crescono i soci ma le donazioni sono stabili

Il presidente Paolo Ghezzi: «Rimane fondamentale fare promozione nelle scuole medie e superiori»

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PISA. In occasione dell’assemblea annuale dei soci Avis Pisa, il presidente Paolo Ghezzi dedica un ringraziamento speciale a tutti i donatori e ai ragazzi del servizio civile che lavorano ai centri trasfusionali.

Ghezzi fa un bilancio dell’anno appena trascorso e considera il risultato raggiunto all’altezza delle aspettative, anche se con alcuni accenti negativi. Sono più di 540 coloro che nel 2014 si sono iscritti all’associazione, contro i 370 nuovi iscritti degli anni passati. Al lavoro dell’associazione si aggiunge quello svolto nelle scuole medie e in quelle superiori, «che come ogni anno vengono contattate e visitate, per parlare della cultura del dono – dice Ghezzi -. Sono stati contattati 900 diciottenni in 55 classi differenti. 511 i ragazzi che si sono resi disponibili per una prima esperienza di donazione e 271 quelli che sono poi riusciti a donare veramente grazie anche all’indispensabile supporto della Ctt Nord. Un patrimonio importante per l’intera comunità da preservare e rinforzare».

Nonostante una crescita costante del numero degli iscritti, le donazioni totali rimangono costanti e poco inferiori a 5000, di cui 3192 di sangue intero e 1600 circa di plasmaferesi e multicomponent. Un dato preoccupante è il numero dei donatori inattivi nel 2014, quelli che non hanno donato almeno una volta: circa il 40%.

«Il lavoro nel corso di quest’anno è stato rivolto ad accertare la reale volontà di molti iscritti inattivi a rimanere all’interno dell’Associazione - aggiunge Ghezzi -. I motivi sono molti, così come molti sono i criteri di esclusione temporanea alla donazione che, in alcuni casi, sembrano risultare poco comprensibili al donatore o ancora poco codificati nel percorso di giudizio del medico che valuta. E se è indispensabile avere il massimo rispetto per il dono eseguito, che va sempre tutelato e finalizzato al miglior uso, credo sia importante evidenziare la necessità anche del massimo rispetto per la scelta individuale di donare che non va mai banalizzata né mortificata».

Il donatore è il cuore di buona parte del sistema sanitario dell’Aoup, dove le emergenze sono quotidiane. «Sono stati 260 i donatori avviati ai centri solo per la gestione delle singole emergenze. La ricerca di un donatore disponibile per coprire una emergenza assorbe buona parte del lavoro di segreteria richiedendo costanza nel contatto e grande disponibilità dell’associato».

Ghezzi sottolinea come l’Avis stia pagando una fase di transizione in cui il Centro trasfusionale Santa Chiara è stato chiuso ed in cui la nuova sala donatori di Cisanello non è stata ancora predisposta.

Sharon Braithwaite

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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