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Cnr, già quattro anni fa i riflettori del Mef sui conti
Il ministero contestava la presenza di somme difficilmente recuperabili ma la Regione garantì. Intanto sono arrivate rassicurazioni da Roma per i precari
PISA. I conti di Ifc, Istituto di fisiologia clinica del Cnr, erano già stati setacciati nel 2010 dagli uomini del Mef, ministero dell’Economia, che aveva svolto una revisione generale di tutto il Cnr. Il rilievo mosso all’istituto pisano era la «presenza nella contabilità, senza che vi sia stata una significativa operazione di riaccertamento, di residui attivi risalenti ad esercizi remoti». E in quell’occasione la direzione generale del Cnr aveva spiegato che insisteva a mettere in bilancio antichi crediti apparentemente inesigibili, perché aveva la copertura politica della Regione Toscana, principale debitrice e risoluta nel voler onorare tutte le somme promesse.
Il comportamento del Cnr di allora è l’esatto opposto di quello avuto quattro anni dopo: Ifc denuncia «disallineamenti contabili» alla direzione generale, la quale a novembre 2014 dà il nulla osta per il procedimento disciplinare contro Marco Borbotti, a capo dell’Ufficio entrate e primo indagato sul buco. La novità rispetto al passato è la scoperta di irregolarità attribuibili a Borbotti; ma è di 3,4 milioni la somma che l’uomo avrebbe iscritto nella contabilità senza effettiva copertura. Perché si continua a parlare di buco di quasi 10 milioni? L’equivoco è che in quei 10 milioni ci sono anche i 6 residui dei 40 iniziali ereditati nel 2008. Infatti nel 2008 Eugenio Picano diventa direttore di Ifc e segnala a Roma il fardello di 40 milioni di debiti ereditati; 32 sono per prestazioni sanitarie che la Regione non ha ancora saldato, la gran parte svolta a Massa. Cnr dice di andare avanti, forte di una lettera dell’allora assessore regionale alla sanità Enrico Rossi, che garantisce la volontà di chiudere la partita entro il primo quadrimestre 2008. Ma a metà 2009 il debito è sceso “solo” a 20 milioni. Il Mef chiede lumi: ci sono soldi da riscuotere da quasi dieci anni; perché non ammettete che sono inesigibili?
Il Cnr risponde alla contestazione: «In virtù della consistenza dei crediti e della peculiarità dei creditori (…) non sussiste nessuna incertezza in ordine alla loro integrale riscossione». E promette «vigilanza» costante. Questo anche perché nel frattempo Rossi è diventato governatore e il 20 luglio 2010 ha scritto una nuova lettera all’allora presidente del Cnr, Luciano Maiani: la sanità regionale «ha in corso di avanzata definizione la chiusura delle partite contabili». Il residuo di quel debito scende fino a 4,1 milioni più interessi, che è la cifra lasciata il 30 aprile 2014 da Picano all’attuale direttore Giorgio Iervasi.
Intanto il cda del Cnr ha ratificato quello che era stato anticipato nei giorni scorsi: saranno saldati gli stipendi di gennaio e febbraio a circa trenta assegnisti.
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