Il presidio
Patteggia consulente tributaria: fece sparire i soldi di tre clienti
Sedici mesi per appropriazione indebita: mai versate a fisco e previdenza le somme ricevute.
Le parti civili - un avvocato e i suoi familiari - ci hanno rimesso 190.000 euro. Altri processi in arrivo
PISA. I soldi consegnati per pagare tasse e contributi non andavano a buon fine, ma restavano nelle tasche della professionista a cui erano stati affidati o comunque prendevano altre strade.
Accusata di appropriazione indebita aggravata, la consulente tributaria Ilaria Navarria, 49 anni, di Cascina, con studio a Casciavola, ha patteggiato davanti al giudice Anna Fabbricatore un anno e 4 mesi con la sospensione condizionale. Le tre parti civili, un avvocato e due familiari, residenti a Pisa, tutelate dall’avvocato Carlo Porcaro D’Ambrosio, dovranno avviare un’azione legale in sede civile se vorranno tentare il recupero delle somme sparite nei rivoli della contabilità della studio della professionista, un tempo di fiducia e da anni controparte della famiglia che si era affidata alla consulente.
La contestazione mossa dalla Procura, in aula il vice procuratore onorario, Vincenzo Molinaro, era quella di essersi appropriata di soldi, ai danni dei singoli clienti, per un totale di oltre 190.000 euro. Il procedimento penale non è andato oltre l’avviso di chiusura delle indagini a carico dell’imputata che con il patteggiamento ha chiuso il primo fronte che la vede sotto inchiesta per altri casi di appropriazione indebita. Navarria deve fronteggiare altri due processi per i quali il suo difensore ieri mattina ha chiesto la riunificazione delle condotte contestate alla sua cliente. Il giudice ha respinto la richiesta dell’avvocato e la sentenza è stata pronunciata solo per i casi dei familiari pisani. Nei prossimi mesi in aula arriveranno gli altri procedimenti aperti nei confronti della Navarria per i medesimi reati.
Il periodo preso in esame nel processo celebrato ieri mattina va dal settembre 2004 al settembre 2012 quando i tre clienti, che nella storia ci hanno rimesso rispettivamente 48.000, 58.000 e 82.000 euro, hanno scoperto che le somme versate alla consulente, difesa dallo studio Carloni di Viareggio, non venivano impiegate per onorare le pendenze con fisco e previdenza.
Scadenze tributarie e versamenti contributivi che i clienti pensavano di aver saldato dopo aver dato i soldi all’imputata e che, invece, non erano mai stati onorati. E quando sono arrivate le comunicazioni, anche sotto forma di intimazioni al pagamento da parte di erario e casse previdenziali, i tre clienti dello studio hanno scoperto di essere diventati debitori incolpevoli e, soprattutto, inconsapevoli.
Beffati due volte, per la fiducia mal riposta nella professionista e per dover sanare i debiti provocati dall’appropriazione indebita della consulente infedele.
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