Il Tirreno

Pisa

l’ex direttore Picano

«Se avessi avuto dei sospetti sarei andato dai magistrati»

di Gianluca Campanella
«Se avessi avuto dei sospetti sarei andato dai magistrati»

PISA. Dottor Eugenio Picano, lei è stato direttore dell’Istituto di fisiologia clinica fino al 2014. Ha mai sospettato che Marco Borbotti non fosse laureato o potesse commettere quelle irregolarità...

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PISA. Dottor Eugenio Picano, lei è stato direttore dell’Istituto di fisiologia clinica fino al 2014. Ha mai sospettato che Marco Borbotti non fosse laureato o potesse commettere quelle irregolarità contabili che oggi gli vengono contestate?

«No. Lo avessi saputo, sarei corso in procura».

Al passaggio delle consegne nel 2014 lei fece presente che i 40 milioni di debito erano diventati 4? Che tipo di risposta le è stata data dalla direzione di Roma? «L’istituto aveva raccolto nel 2008 un macigno amministrativo di debiti per oltre 40 milioni di euro che sono stati ridotti in 6 anni a poco più di 4. Lo zoccolo duro di debiti dal recupero problematico era stato sostanzialmente identificato a pochi mesi dal mio insediamento e comunicato tempestivamente agli uffici romani».

Se l’ufficio entrate risponde alla segreteria amministrativa, era quella la figura che doveva accorgersi delle presunte irregolarità? Ed è un incarico fiduciario: quindi lei si è fidato di una persona non all’altezza?

«Si utilizzano le risorse umane che ci sono, spesso in assenza di alternative, cercando di metterle in condizione di operare al meglio. La complessità dell’istituto (per la massacrante attività di recupero del macigno dei vecchi crediti e il volume di nuovi contratti acquisiti) è stato un vero stress test per un sistema con risorse umane comunque limitate rispetto ai volumi di attività».

Si sente investito dal principio di responsabilità oggettiva?

«Sono la persona meno indicata a rispondere. Voglio però ricordare che l’istituto nei miei quasi 6 anni di mandato ha triplicato la sua produttività scientifica, quintuplicato le attività di trasferimento tecnologico e decuplicato (da 2 a 20) il numero dei progetti europei acquisiti. Non sarebbe stato possibile acquisire, gestire e rendicontare questi progetti senza una segreteria amministrativa efficiente in tutti i suoi uffici».

C’è un articolo scientifico firmato anche da lei in cui si evidenzia la presunta inappropriatezza di alcuni trattamenti medici svolti in Fondazione Toscana Gabriele Monasterio. Se il direttore di un istituto del Cnr firma un articolo che parla male di una Fondazione collegata al Cnr, dimostra l’indipendenza della ricerca. Ma è opportuno partecipare a quella ricerca?

«L’articolo di cui si parla descrive che l’appropriatezza era al 70-80% in molte tecniche di immagine cardiologiche, dalle più semplici alle più complesse. Non parlava male di nessuno, perché la appropriatezza risultava in linea con quella riportata nelle maggiori istituzioni mondiali. E i ricercatori non descrivevano l’inappropriatezza altrui ma la propria, visto che all’epoca erano i coautori dell’articolo a svolgere attività clinica come responsabili nei principali servizi diagnostici dell’istituzione».

 

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