Il Tirreno

Pisa

controlli di polizia e forestale

Romeni trasformano in accampamento l'area ex Galazzo: denunciati

Le pattuglie della Polizia di Stato e del Corpo forestale nell'area ex Galazzo
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Le pattuglie della Polizia di Stato e del Corpo forestale nell'area ex Galazzo

In manette anche un giovane: aveva una patente albanese falsa e, nonostante un decreto di espulsione, era tornato in Italia

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PISA. Una ventina di uomini tra agenti della polizia di Stato e del Corpo Forestale hanno svolto un  controllo straordinario, disposto dal questore Bernabei, volto al monitoraggio e alla repressione delle criminalità diffusa nelle aree industriali dismesse della città.

Nell’ambito del servizio portato a termine nella mattina del 18 febbraio e che ha portato all’identificazione di 22 persone, sono stati denunciati in stato di libertà sette cittadini romeni, tutti pregiudicati, per aver occupato abusivamente il capannone industriale ex Galazzo ubicato in via Aurelia. All’interno della vecchia area industriale, in mezzo alle macerie, questa famiglia di nomadi aveva realizzato un vero e proprio accampamento di fortuna, provvisto anche di cucine elettriche e illuminazione interna alimentata da gruppi elettrogeni.

A ridosso dell’accampamento, gli uomini del Corpo Forestale hanno constatato la presenza di due furgoni,  intestati a due abitanti del campo, che venivano utilizzati dagli stessi come delle vere e proprie discariche di materiali inerti. I proprietari dei veicoli sono stati entrambi denunciati per discarica abusiva e sanzionati per l’abbandono dei veicoli con una multa di 1.600 euro per ciascuno.

Sempre nell’ambito del controllo è stato tratto in arresto Lin Perjoni, cittadino albanese di 32 anni. L'uomo, all’atto del controllo, ha esibito una patente di guida internazionale albanese che, sin dall’inizio, ha insospettito gli agenti della Polizia di Stato. Da un esame più accurato, la patente risultava priva di iridescenze sulla matrice e, una volta passata agli ultravioletti, il numero di serie non ha reagito all’illuminazione, così come sarebbe dovuto accadere laddove la patente fosse stata originale.

Sospettando la falsità del documento, gli agenti hanno portato in Questura il giovane per ulteriori approfondimenti. Dagli accertamenti svolti sullo straniero è emerso che lo stesso, sotto altre generalità, oltre ad avere già precedenti per falso, era stato destinatario nel 2010  di un decreto di espulsione emesso dal prefetto di Pisa con divieto di reingresso in Italia per dieci anni e che nel 2011 aveva fatto reingresso nel territorio dello Stato con altre generalità.

A quel punto per il clandestino sono scattate le manette. Il pubblico ministero di turno, Paola Rizzo, ha disposto il rito direttissimo, che si terrà il 19.

 

 

 

 

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