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Lo stato di salute dei pisani sarà passato ai raggi X
Lo studio è stato commissionato dal Comune al Cnr e alla Fondazione Monasterio Sotto esame le cause di malattie e morti, sorvegliato speciale l’inceneritore
PISA. Il Comune ha commissionato uno studio sullo stato di salute a Pisa dal 2000 al 2013; il piano dei lavori è stato presentato ieri a palazzo Ricci durante un’iniziativa organizzata da Legambiente - che punta l’attenzione sull’inceneritore di Ospedaletto - e l’epidemiologo Fabrizio Bianchi, che coordinerà l’indagine, ha spiegato che conta di terminare l’analisi entro la fine dell’anno. Lo studio impiegherà 4 o 5 persone dell’Istituto di fisiologia clinica del Cnr e della Fondazione Toscana Gabriele Monasterio e incrocerà i dati forniti dall’Usl su mortalità, ricoveri e certificati di assistenza al parto (questi ultimi contengono informazioni sulla salute riproduttiva, come peso alla nascita, sesso e durata della gestazione) con i dati messi a disposizione dall’Anagrafe comunale sulla residenza dei vari soggetti.
In pratica saranno prese in considerazione 60 diverse cause di morte e 60 diverse malattie e ogni soggetto peserà sul risultato della ricerca in modo proporzionale al numero di anni vissuti in un luogo: per esempio, se è andato via da Pisa nel 2001 o ci è arrivato nel 2012, conterà solo per un anno; se ha cambiato casa nel 2005 all’interno della città, i primi cinque anni peseranno sulla prima residenza e gli altri otto sulla nuova. Questo perché oltre allo studio generale ci saranno alcuni focus su zone che già in passato hanno presentato problemi: uno studio così grande manca dal 2002 e in quell’occasione si notarono anomalie in zona Ospedaletto e qualche altra. Un’indagine approfondita su questa scala è molto rara, perché richiede fonti ingenti: finora lo ha fatto Taranto per studiare l’impatto dell’Ilva e pochi altri. Bianchi ritiene che «gli studi di coorte residenziale come questo siano gli strumenti di ricerca più potenti» in circolazione e che a Pisa siano possibili perché «i dati sono in ordine come in poche altre realtà»: la convenzione con Usl e Comune permette inoltre l’assoluto rispetto della privacy sia in fase di analisi che di divulgazione.
Lo studio porterà tre risultati: il confronto tra salute generale a Pisa rispetto alla provincia e alla regione; la distribuzione di malattie e mortalità all’interno del territorio (per capire se è omogenea o no); e il focus rispetto a fonti specifiche come siti inquinanti o industriali e traffico stradale.
A proposito dell’inceneritore, il presidente della Geofor, Paolo Marconcini, accoglie con «soddisfazione» la notizia dello studio, perché «finalmente condotto secondo rigorosi criteri scientifici». Ma fa «rispettosamente presente che se si parla di analisi epidemiologica che abbia un valore affidabile» deve essere preso in considerazione «l’intero campione delle fonti emissive», perché in zona Ospedaletto ci sono le attività industriali e artigianali che si sommano alle emissioni.
Bianchi rassicura: «Grazie al campionamento svolto negli anni da Arpat, siamo in grado di rilevare la presenza di tutti gli inquinanti tipici (legati ciascuno a una diversa malattia, nda) e quindi possiamo correggere un dato stabilendo su un sito quanto le singole fonti interferiscano o siano concomitanti». Per non aspettare decenni e un nuovo studio generale, il Comune ha chiesto di individuare 4 o 5 indicatori di facile monitoraggio che consentano in futuro di fare il punto ogni paio d’anni.
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