Il canile di Nodica non è in regola: dovrà essere rimosso
Il Comune oggi accerterà la presenza di costruzioni abusive I volontari del “Frutteto di Fido” chiederanno una proroga
NODICA. Oggi una squadra del Comune andrà al “Frutteto di Fido”, rifugio per animali di Nodica, e stilerà un verbale in cui si constaterà la presenza di costruzioni abusive; nei prossimi giorni si faranno interventi con l’Usl per gestire l’uscita dei cani ospitati. Il sindaco Giancarlo Lunardi annuncia un compromesso doloroso e garantisce: «Nessuno sfratto, ma la legge va rispettata senza infierire verso chi ha dimostrato sensibilità per gli animali».
A sentire Silvia Tozzini, una delle volontarie di Nodica, la storia sembra un paradosso burocratico: l’associazione voleva trovare un terreno per allestire il canile e aveva già firmato un compromesso con il proprietario privato; in seguito il Comune ha fatto presente con «un provvedimento emesso nei nostri confronti, che in tale area non era possibile collocare alcuna struttura. Per noi era necessario avere tempo per trovare una nuova collocazione e ci siamo attivati per chiedere una dilazione del termine», che scadeva il 18 dicembre. Ma il rifiuto è arrivato, anche se in gran ritardo: «Ci è stato notificato soltanto giovedì scorso» e oggi i tecnici andranno a verificare l'ottemperanza all'ordine di «ripristino dello stato del suolo».
Tozzini chiede tre cose: possibile che l’abusivismo valga anche per box prefabbricati ancorati al suolo e privi di fondamenta? Si può avere una proroga? Infine: «La Cassazione dice che tutti i comuni si devono dotare di un asilo per cani abbandonati; e noi abbiamo sempre operato con fondi privati, senza oneri per le casse pubbliche. Perché il Comune sta ricevendo un servizio gratis e lo cancella, invece di tutelare il randagismo?».
Lunardi fa presente che il piano regolatore prevede che in quell’area non si possa costruire nulla: non per ottusità burocratica, ma per «la pericolosità idraulica»; c’è il rischio che gli animali possano essere travolti da una piena. Inoltre, non agire comporta anche un rischio di denuncia per «omissione in atti d’ufficio: non si può andare contro la legge». Ma Lunardi esprime «rispetto verso chi ha la giusta motivazione: cercheremo di gestire l’uscita dei cani in modo non traumatico». La destinazione è il canile di area a Ospedaletto a cui possono rivolgersi i Comuni della zona. Il sindaco vedrà se esistono altre possibilità a San Giuliano; a Vecchiano (tre quarti di territorio nel Parco) non si può realizzare un canile.
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