Il Tirreno

Pisa

Caso Ragusa: l’ultimo bacio alla bimba, poi la sparizione

Pietro Barghigiani
Daniele Logli (in piedi) con il padre davanti al comando dei carabinieri
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Daniele Logli (in piedi) con il padre davanti al comando dei carabinieri

Pisa, la figlia della donna scomparsa: «Mamma era serena e mi disse che mi avrebbe raggiunta dopo poco. Quella sera papà era in soffitta»

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PISA. Serena e tranquilla. Nelle dichiarazioni dei figli, Roberta Ragusa la sera del 13 gennaio 2012, poche ore prima di svanire nel nulla, non lasciava trasparire disagi particolari. Niente a che vedere con il vuoto di memoria, dovuto alla caduta dalle scale del mercoledì 10 gennaio, evidenziato dal marito Antonio Logli per spiegare un allontanamento che a distanza di tre anni resta un mistero.

È il 3 aprile 2012 quando Daniele Logli, 18 anni compiuti il 23 novembre scorso, viene sentito dal titolare dell’inchiesta a sommarie informazioni.

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«La giornata precedente la scomparsa di mia madre, devo dire che l'ho trovata serena e comunque dello stesso umore degli altri giorni – si legge nel verbale agli atti del processo –. Mia mamma era normalissima, mi sembrava tranquilla, come tutti gli altri giorni, nulla che potesse far pensare all'idea di allontanarsi».

Dopo Daniele viene sentita anche la sorella minore. «La sera precedente alla scomparsa di mia madre, io ero con lei in autoscuola e lei era intenta a chiudere i conti. Poi siamo andate a casa, lei ha preparato la cena, io nel frattempo guardavo un po' di tv. Mia madre mi sembrava tranquilla. Dopo cena si era fatto il programma per il giorno successivo, eravamo intenzionate ad andare a comprare le scarpe per me, poi saremmo dovute andare a trovare la zia di mia madre, Adriana quella di 95 anni. Comunque quella sera, mentre io vedevo la tv nella sua camera, lei è entrata e si è messa il pigiama rosa chiaro, con maglia a cerniera riportante un numero in colore bianco, ha indossato delle ciabatte. Quando ero in camera da letto di mia madre, ricordo che lei venne e mi diede un bacio dicendomi che mi avrebbe raggiunta dopo poco, testuale "io adesso arrivo". Mio padre era in soffitta. La mattina mi sono svegliata nel mio letto...». E la mamma non c’era più.

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