Il presidio
«Il Pd resti compatto attenti al rischio di una Livorno bis»
Il deputato Federico Gelli: «Numeri ridotti in maggioranza ma sono sicuro che la legislatura arriverà in fondo»
PISA. «Attenzione a non sottovalutare il precedente di Livorno». L’appello è firmato da Federico Gello, deputato del Pd. La crisi politica a Palazzo Gambacorti ha lanciato più di un segnale. Gelli, nella sua analisi della situazione locale, con proiezione sulla regione, fa riferimento al clamoroso ribaltone della roccaforte “rossa” livornese conquistata dai grillini. Inoltre invita i democratici pisani alla compattezza. E ha una “cartolina” per il governatore Rossi.
Gelli, da quando il fiorentino Renzi è diventato premier, con tutto quello che poi è successo nella vicenda aeroporti, lo scenario politico pisano è stato stravolto...
«La volontà del premier di dare un segno del cambiamento sta coinvolgendo l’intero Paese. E questo si nota anche nei nostri territori».
A proposito di aeroporti, affrontiamo subito il tema: lei da che parte sta?
«Che ci fosse bisogno di un’integrazione si diceva da tempo. Al di là delle modalità con le quali si realizzerà, dico che questa va colta come un’occasione di consolidamento e rilancio ulteriore per l’aeroporto di Pisa, che trae la sua forza, oltre che dai numeri e dai suoi progetti, anche dall’avere caratteristiche differenti da quello di Firenze».
La paura di molti è che si scateni alla lunga una concorrenza tra scali che finirà per penalizzare Pisa e il Galilei...
«Da questa vicenda dobbiamo uscire in modo propositivo. La valorizzazione del Galilei e la messa in sicurezza del Vespucci, che peraltro nel settore business attrae naturalmente di più rispetto a Pisa, sono due pilastri che, una volta consolidati, porteranno vantaggi all’intera Toscana. Bologna poteva essere un’occasione di fuga da evitare».
Questo caso tira in ballo i rapporti di forza in Toscana tra il capoluogo e la costa, Pisa e Firenze...
«L’area metropolitana, per quanto previsto dalle riforme, assume sicuramente un ruolo importante in Toscana e sarà agevolata in termini di opportunità e sviluppo. Per questo a maggior ragione l’altro asse portante non può che essere l’area costiera, vantando una concentrazione di eccellenze, dai poli di ricerca alle infrastrutture, che considero unica. Il futuro è l’integrazione di queste due aree per una Toscana moderna e competitiva».
Ma Pisa come può prendersi un ruolo di primo piano?
«Pisa deve fare regia insieme alle altre realtà della costa. Occorre avere una visione non limitata al nostro territorio, questa è la premessa per avere un ruolo da protagonisti. Non si può essere secondari rispetto all’area fiorentina, ognuno ha le sue peculiarità».
Nel frattempo è scoppiata una crisi politica in Comune con l’uscita di Sel dalla maggioranza...
«La decisione di Danti e di Sel, a mio avviso, ha poco a che vedere con la vicenda dell’aeroporto. Mi è sembrato un pretesto, mentre le motivazioni forse sono più da ricercare nei rapporti politici a livello nazionale e regionale».
Lo “strappo” di Danti ha scoperto i malumori che covavano sotto la cenere nel Pd...
«Protagonismi e particolarismi, che esistono normalmente nei partiti più grandi, sono stati alimentati dalla possibilità di trovare nuovi spazi in giunta. L’elemento più negativo è l’uscita dalla maggioranza dei due esponenti di Sel e di un consigliere del Pd».
Che segnale è?
«Non positivo. Ma i numeri per governare ci sono tutti, anche se più risicati. Sono però convinto e ho la certezza che la compattezza e l’unità del Pd ci permetteranno tranquillamente di arrivare in fondo alla legislatura».
C’è chi dice: per il Pd e il centrosinistra si affaccia un rischio-Livorno...
«Questo è il tema vero. Non si può regalare il terreno del dibattito politico a eccessivi personalismi che magari che si rifanno a quale piccola corrente, anzi a qualche spiffero, offrendo il fianco alle critiche e al populismo. Non si può mettere a rischio la stabilità del sistema, soprattutto per il futuro».
Il precedente di Livorno, secondo lei, cosa suggerisce?
«Anzitutto non va trascurato. Là, in anticipo, avevo denunciato carenze e debolezze del gruppo dirigente del Pd. A Pisa la situazione è obiettivamente diversa, nel gruppo dirigente ci sono persone competente. Ma non dobbiamo correre rischi. Dobbiamo mantenere la compattezza del nostro partito, limando le varie sensibilità, per il bene della nostra comunità».
Le prossime elezioni regionali come incidono?
«Sarà un appuntamento fondamentale. Dobbiamo mandare rappresentanti capaci di rispondere alle istanze del territorio. Ricordo che il ruolo delle Regioni sarà ancora più ampio, alla luce del superamento in atto delle Province».
Ha un messaggio per il governatore Rossi, in corsa per la riconferma?
«Caro Enrico, ricordati qual è il territorio da cui provieni. Qualche volta sembra che te lo dimentichi...».
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