Landucci: "Esco dalla maggioranza e dal Pd"
Il consigliere comunale conferma la sua decisione ed entra nel gruppo misto
PISA. “Esco dal Pd e dalla maggioranza”. Conferma la sua decisione Stefano Landucci, ormai ex esponente del partito democratico: come consigliere comunale entrerà nel gruppo misto. La maggioranza di Palazzo Gambacorti perde un altro pezzo, dopo le uscite dei due esponenti di Sel. In consiglio comunale ora i numeri sono i seguenti: 18 consiglieri di maggioranza (tra i quali il sindaco Filippeschi) e 15 di opposizione.
Nella scelta di Landucci (area civatiana) sono state decisive le dimissioni da assessore di Dario Danti, con tutte le conseguenze sulla posizione di Sel. “L’uscita dalla maggioranza di Sinistra Ecologia Libertà ha riportato Pisa indietro di alcuni anni. L’asse politico si è spostato in un’area più moderata che non mi rappresenta”. Il mancato accordo tra Pd e Sel, in vista delle regionali, è un altro motivo alla base dello “strappo” di Landucci. “Le firme raccolte a sostegno della candidatura di Luciano Modica a presidente andavano nella direzione di riaprire il dibattito e permettere di ritrovare un’unità a sinistra. Ma il partito democratico è stato sordo”.
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Come si comporterà d’ora in poi nelle sedute del consiglio comunale? “Porterò avanti i principi fondamentali della mia attività politica, pur in una posizione di minoranza. Chiederò conto alla giunta riguardo a certi punti essenziali del programma, valutando di volta in volta. Mi riferisco soprattutto all’idea di una città accogliente e solidale, senza barriera; ma anche ad una città accogliente nel senso della dimensione ambientale. A tal proposito, sulla questione aeroporti dico che è una iattura: sia per la fusione, sia per l’insulto al territorio della Toscana che verrà fatto con le nuove costruzioni a Peretola”.
Due ore di incontro domenica con il sindaco Filippeschi, contatti continui con il segretario provinciale del Pd Nocchi. “Mi hanno chiesto di tornare sui miei passi dicendomi che non sarebbe cambiata l’amministrazione anche nel mutato quadro politico. Capisco che la mia decisione crea delle difficoltà, comunque i numeri ci sono e ritengo che il governo della città possa andare avanti”.
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