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Finanziamenti ridotti, Parco messo a dieta
Allarme di Wwf, Lipu e Legambiente: «Due centri visita e due riserve naturali rischiano di chiudere»
PISA. Due centri visita e due importanti riserve naturali rischiano di chiudere, a causa dei tagli imposti dalla Regione al Parco di San Rossore-Migliarino-Massaciuccoli. È l’allarme lanciato da Wwf Pisa, Legambiente Versilia e Lipu Massaciuccoli. «La gestione dei centri visita e la manutenzione degli ecosistemi delle 3 aree, non rientrano più fra le "attività necessarie" del Parco – si legge in un comunicato congiunto -. Non vi rientra l’accoglienza ad oltre 50.000 visitatori annui, fra scuole, famiglie, turisti e volontari, che con la loro presenza hanno determinato ricadute positive sull’economia locale – Massaciuccoli, tanto per fare un esempio, concentra in un piccolo borgo ben tre ristoranti e altrettante strutture ricettive».
Questi tagli decisi a Firenze, dunque, avrebbero ricadute sul sistema economico e occupazionale della costa toscana e non solo. «La Regione, che intende riattivare le sinergie fra Parchi, economia turistica e occupazione “verde” discutendo a tal proposito una buona proposta di legge "anticipa" inspiegabilmente questa riforma con una decisione che cancellerà oltre 10 posti di lavoro stabile, in servizi ed attività ad elevata professionalità, svolti da personale esperto, chiamato anche a coordinare le attività delle decine di volontari che nei centri prestavano la loro opera gratuita – denunciano gli ambientalisti -. Senza la garanzia di poter effettuare con continuità le attività di coordinamento e gestione, questi siti difficilmente potranno continuare a funzionare, se non con saltuarie iniziative garantite unicamente dal volontariato.
Un volontariato che sarà chiamato a sostituire servizi professionali di rilevante interesse pubblico, quali la manutenzione attiva e l'apertura alla fruizione di ambienti naturali, di edifici storici, di sedi espositive, di strutture di visita, risultato di anni di lavoro faticoso e collettivo». Un patrimonio che quindi verrebbe sottratto alla fruizione pubblica, dopo decenni di lavoro. Ma c’è un altro punto contestato dalle associazioni, secondo le quali «l’obiettivo degli enti competenti è di privilegiare le spese d'investimento in immobili (di cui spesso si attendono decenni per vedere l’utilizzo), trasformando il Parco in una sorta di immobiliare di un patrimonio sempre più chiuso al pubblico, mentre mancano i fondi per l'esercizio corrente.
Con l’aggravante della beffa per le associazioni che hanno gestito i Centri Visita: Legambiente a Viareggio, LIPU a Massaciuccoli e WWF a Cornacchiaia, che nel 2014 hanno mantenuto aperti i centri a proprie spese, anticipando somme che il Parco sembra oggi non poter restituire. Questa operazione lascerà in piedi un Parco sempre più simile a una struttura tecnocratica che rinuncia alla sua mission culturale sulla popolazione, obiettivo fondamentale individuato dalla legge istitutiva e dallo statuto, per trasformarsi in mero ufficio di programmazione e controllo. Si tratterebbe della morte stessa del Parco».
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