Il presidio
Misericordia scatta un nuovo allarme per gli esuberi
PISA. All’orizzonte si annunciano nuovi esuberi all’Arciconfraternita della Misericordia pisana. Nove, secondo alcuni calcoli, i dipendenti che rischiano di perdere il lavoro: personale addetto a...
PISA. All’orizzonte si annunciano nuovi esuberi all’Arciconfraternita della Misericordia pisana. Nove, secondo alcuni calcoli, i dipendenti che rischiano di perdere il lavoro: personale addetto a svolgere mansioni per il 118. Ne danno notizia i Cobas. La Cgil, invece, è più cauta. Michele Orsi, del comparto Funzione pubblica della Camera del Lavoro, dice: «Non confermiamo né smentiamo questa voce ma una cosa è certa, i vertici della Misericordia si stanno muovendo in maniera che non ci convince». Secondo i Cobas, gli esuberi sono dovuti al fatto che sia stato approvato un piano di risanamento della Misericordia che non prevede il servizio di trasporto per il servizio del 118. «Non prevedendosi più questo servizio, i nove dipendenti sarebbero in esubero», dicono.
La Cgil non ha più contatti con i vertici della Misericordia da oltre un anno. «Da quando ci sono stati i 37 licenziamenti – spiega Orsi – nessuno si è più fatto sentire nonostante i nostri solleciti per avere informazioni. Di fatto la Misericordia si è limitata a licenziare, stop, punto e basta, non ha fatto nient’altro se non mandare a casa 37 persone molte delle quali sono ancora senza impiego».
Secondo i Cobas, la Misericordia punta a ridurre ancora l’organico. «Da un lato la Misericordia dice di vendere gli immobili per risanare l’associazione – afferma Federico Giusti dei Cobas – ma dall’altro lato non lo fa, e si limita a licenziare». Sempre i Cobas fanno sapere che se verranno meno i nove addetti al trasporto del 118, l’intero servizio interno agli ospedali e dalla città ai nosocomi subirà un peggioramento. «Cisanello è nuovo ma al tempo stesso è vecchio – sottolinea Giusti - perché ha grosse problematiche di logistica dei trasporti dei pazienti e noi lo avevamo già detto sia ai vertici della Aoup che della Asl».
Dall’Azienda sanitaria, però, smentiscono che il 118 possa in qualche modo risentire di problematiche di trasporto, dato che la Misericordia è solo una delle associazioni con cui l’Asl ha convenzioni di trasporto.
Il timore di nuovi esuberi alla Misericordia per i servizi del 118 ha fatto scattare la reazione dei volontari della Misericordia che scrivono in una lettera di «non avere più fiducia nell’operato del Magistrato», ma aggiungono anche che «intendono mantenere tutti i servizi sociosanitari in particolar modo quelli legati al 118». I volontari chiedono un incontro con tutto l’organo magistrale e tutti i dipendenti per avere certezze sul futuro della Misericordia.
I Cobas chiedono invece l’intervento del prefetto Attilio Visconti e del sindaco Marco Filippeschi.
Carlo Venturini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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