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Quel telone verde sul tetto è una ferita l’arte non aspetta i tempi della burocrazia
di GiOVANNI PARLATO È tollerabile vedere quel telone verde che ricopre il tetto della Certosa di Calci dalle infiltrazioni? Dovevamo arrivare a questo? Un monumento storico ridotto come fosse un...
di GiOVANNI PARLATO
È tollerabile vedere quel telone verde che ricopre il tetto della Certosa di Calci dalle infiltrazioni? Dovevamo arrivare a questo? Un monumento storico ridotto come fosse un edificio senza storia e senza valore. Un telo messo lì come una toppa provvisoria. Eppure sono anni che da quel tetto la pioggia s'infiltra e daneggia gli interni con i suoi affreschi. Appelli di amministratori, servizi giornalistici, visite di rappresentanti del governo che hanno sempre promesso. Ma i lavori annunciati sono rimasti al palo. Il giorno prima che i vigili del fuoco facessero il sopralluogo e posizionassero il telo sul tetto, il sottosegretario del Ministero ai Beni culturali, Ilaria Borletti Buitoni, durante la cerimonia per il ritorno in Certosa della Bibbia di Calci, fa l'annuncio atteso da tempo: è stato stanziato1.100.000 euro per restaurare il tetto.
Chi vuole scomodare i proverbi potrebbe dire: meglio tardi che mai. Chi ha il senso pratico potrebbe replicare che i monumenti storici non possono aspettare i tempi della burocrazia. Era il febbraio del 2013, due anni fa, quando Marta Ciafaloni, architetto della Sovrintrendenza di Pisa, faceva una drammatica similitudine fra la Certosa e Pompei. Affermava: «Pisa non vive una situazione diversa da quella di Pompei e anche qui domani, oppure oggi stesso, potrebbero verificarsi crolli per il degrado del patrimonio artistico. Ho il terrore di ciò che può accadere da un momento all'altro alla Certosa di Calci, già interessata in passato da piccoli crolli».
Ci sono voluti due anni perché i soldi arrivassero? Senza considerare che l'allarme per la Certosa era partito già da prima? Sono tempi che un monumento storico ferito dall'incuria non avrebbe dovuto aspettare. Quel telo sistemato dai vigili del fuoco non avrebbe mai dovuto essere lì.
Proprio qualche giorno fa, a Pompei c'è stato l'ennesimo crollo. Una storia che si sfalda, a cui non si dà valore. E la Certosa di Calci si stava avviando (il tempo passato vuole essere un augurio) sulla scia degli scavi di Pompei. I piccoli crolli potevano diventare crolli con gravi danni, le infiltrazioni una malattia inarrestabile. Ora, il governo annuncia l'arrivo di una cifra (non sufficienti) in grado di fronteggiare un lento sfaldamento del patrimonio. E' l'augurio - quel tempo passato - che sia arrivato il cambio di rotta tanto atteso. Siamo certi che la comunità, l'amministrazione di Calci come quella di Pisa e tutti i cittadini vigileranno affinché i finanziamenti arrivino quanto prima e quanto prima il cantiere possa essere aperto.
Quanto i cittadini siano affezionati alla Certosa l’ha dimostrato il concorso del Fai sui luoghi del cuore. Dai voti on line, la Certosa si è posizionata al secondo posto per un migliaio di voti. Il prossimo 18 febbraio il Fai annuncerà i primi tre vincitori (ai voti sul web saranno sommati i voti cartacei). E sicuramente ci sarà anche lo storico monumento certosino grazie in particolare a Fabiola Franchi, una . pasionaria, che ha fondato il comitato “Salviamo la Certosa” e che, insieme al marito, ha mobilitato migliaia di persone.
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