Meteo
«Buona scelta ma ora serve l’applicazione in altre zone»
PISA. «L'ordinanza è positiva, ma la sua applicazione va estesa a tutta la città». I rappresentanti di Confesercenti e Confcommercio si dicono soddisfatti a metà per la proroga di tre mesi dell'ordin...
PISA. «L'ordinanza è positiva, ma la sua applicazione va estesa a tutta la città».
I rappresentanti di Confesercenti e Confcommercio si dicono soddisfatti a metà per la proroga di tre mesi dell'ordinanza anti-bivacco firmata ieri dal sindaco Filippeschi: da un lato accolgono favorevolmente il provvedimento, dall'altro chiedono la stessa attenzione per il resto della città. «Cogliamo molto favorevolmente questa ordinanza perché è un segnale che si da alla cittadinanza e alle categorie economiche su un problema molto sentito come quello dei bivacchi e della microcriminalità – sottolinea Marco Sbrana, direttore di Confesercenti Toscana Nord -. Siamo in un momento in cui anche i minimi segnali di attenzione verso la situazione di sicurezza e decoro urbano sono estremamente importanti». Secondo l'associazione di categoria dei commercianti «il “bivacco” andrebbe colpito ovunque, senza scelte di territorio». «Intervenire sulla prima parte del principale asse economico e turistico della città è comunque un segnale positivo – continua Sbrana -. Non si può però salvaguardare solo un pezzo della città: provvedimenti del genere andrebbero fatti a tappeto».
Le ordinanze, come spiegano da Palazzo Gambacorti, hanno però molti limiti. Non possono che essere «contingibili ed urgenti» e quindi emanate per periodi temporanei e limitate ad un'area specifica di territorio. In pratica l'ordinanza prorogata ieri dal sindaco non può essere estesa a tutta la città o a tutto il centro storico, ma limitarsi alle zone maggiormente critiche.
«Ci vuole il rispetto delle regole, per tutti, nessuno escluso – aggiunge Federico Pieragnoli, direttore di Confcommercio Pisa -. Per questo siamo d'accordo con la proroga all'ordinanza anti-bivacco: un provvedimento che tuttavia consideriamo molto limitato nella sua reale applicazione, claudicante perché si applica ad una parte troppo ristretta di città, poche vie nei dintorni della stazione. Per una sua autentica efficacia, occorrerebbe allargarne l'applicazione a gran parte del centro storico pisano – continua Pieragnoli -, caratterizzato da frequenti fenomeni di degrado, violenza, sporcizia, proprio nelle zone di maggior pregio della città. Nella civilissima Norvegia stanno approntando una legge per proibire l'accattonaggio, secondo il semplice principio che a fronte di diritti, corrispondono altrettanti doveri, tra cui il rispetto delle regole. Ripristinare una situazione di normalità è quello che da troppo tempo gli imprenditori e i cittadini pisani si aspettano dai loro amministratori. Una richiesta legittima, che non può continuare ad essere disattesa».(d.r.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google