Sesso con una bimba di 6 anni condannato impresario edile
Sentenza di 8 anni a carico di un 65enne accusato di essersi fatto toccare nelle parti intime Gli episodi sarebbero avvenuti nel giardino dei genitori della piccola vicini di casa dell’imputato
PISA. Una condanna a 8 anni di reclusione per violenza sessuale aggravata dalla giovanissima età della vittima, interdizione in perpetuo dai pubblici uffici e obbligo di stare lontano da luoghi in cui siano presenti minori per la durata di un anno.
Dopo la requisitoria del pubblico ministero, Flavia Alemi con la richiesta di 10 anni e l’arringa della difesa, l’avvocato Andrea Di Giuliomaria che ha invocato l’assoluzione, il Tribunale (presidente Salutini, a latere D’Auria e Degl’Innocenti) ha emesso la sentenza nei confronti di un piccolo impresario edile (omettiamo il nome per tutelare la parte offesa, minorenne) di 65 anni residente nel Pisano. Era l’amico di famiglia, il vicino di casa con cui i genitori della piccina, che ora ha 8 anni e che all’epoca dei fatti aveva 6 anni e mezzo, avevano rapporti quotidiani e una frequentazione serena. Il Tribunale ha rimandato in sede civile la quantificazione del risarcimento danni a favore della coppia assistita nel procedimento penale contro l’imprenditore dall’avvocato Serena Caputo.
L’accusa. Stando all'accusa gli episodi in cui la piccina sarebbe stata costretta a toccare nelle parti intime il 65enne sarebbero stati diversi e consumati in un giardino dove l'amico di famiglia aveva accesso. Per la Procura l'imputato, per il quale è stato disposto il giudizio immediato dopo un periodo di arresti domiciliari e attuale obbligo di dimora, avrebbe convinto la bambina a toccarlo in cambio di qualche caramella o dolcetto. Quando la psicologa è stata sentita in aula ha raccontato che «all'inizio la bimba non voleva parlare. Poi si è sbloccata con una serie di disegni che l'hanno tolta dall'imbarazzo di dover raccontare certe situazioni. Ci sono disegni in cui sono raffigurati lei e l'imputato. Oppure lei mentre si lava le mani a una fontanella vicina al giardino dopo aver toccato l'uomo». Nella videoregistrazione acquisita agli atti del processo, psicologa e poliziotta della questura hanno chiesto cosa le chiedeva l'imputato conosciuto come amico dei genitori. «La bimba è stata decisa nel riferire l'accaduto – aveva aggiunto la consulente del pm davanti alla corte –. "Lui mi diceva di fare così" ci ha detto e con una mano ha mimato il gesto della masturbazione. E ha aggiunto che l'uomo prima di agire "si assicurava che non ci fosse nessuno". È stata molto sicura. Non ha saputo quantificare gli episodi, ma le occasioni sarebbero state diverse».
La difesa. L’avvocato Di Giuliomaria ha preceduto la richiesta di assoluzione definendo quello subìto dal suo cliente un processo suggestivo. «Siamo di fronte a una coppia dove la moglie viene picchiata dal marito che dice alla figlia di non parlarne con i carabinieri – ha argomentato il legale –. “Devi dire che è caduta” è l’invito del papà. Non voglio affermare che la bimba è stata istruita a dire certe cose. Di certo si tratta di una bambina particolare, capace di sostenere le menzogne che dice. Abbiamo fatto un sopralluogo nel giardino e quello che si vede non corrisponde a quanto dichiarato dalla bimba. E anche sui disegni siamo proprio sicuri che quello che riporta la piccola sia il suo vissuto o la rappresentazione di qualcosa che ha visto? Nessuno lo ha chiarito». La sentenza sarà appellata.
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