Fusione, Corporacion spinge il nodo dei 100 milioni resta
Martedì 10 l’assemblea dei soci Sat, il sindaco chiede garanzie al governo Camera di Commercio e Fondazione Pisa: possibile il sì. Decisione al fotofinish
PISA. Sembra sempre più indirizzata verso il sì la fusione tra le società di gestione degli aeroporti di Pisa e Firenze, rispettivamente Sat e Adf. Anzi, non ci sarebbe più alcun dubbio se fosse già interamente garantita la copertura economica dello sviluppo di Peretola. Il masterplan prevede un investimento da 300 milioni di euro, metà da parte del socio privato di maggioranza (Corporacion America), l’altra metà di finanziamenti pubblici. Il governo Renzi, grande sponsor del nuovo scalo Vespucci, ha assicurato 50 milioni nello Sblocca Italia. Ma gli altri 100 milioni? E’ la domanda che agita Palazzo Gambacorti, sede del Comune di Pisa. Ci fosse questa certezza, anche il voto dell’accoppiata Comune-Provincia sarebbe favorevole. Invece il sindaco Marco Filippeschi, che è anche presidente della Provincia, ha espresso tutte le sue perplessità. Che potrebbero essere tradotte così: «Chi ci dice che, se dovesse saltare il contributo del governo, non dovrà essere Pisa a pagare, visto che al contrario il piano di sviluppo di Sat è ben definito e finanziato?». Oggi ne parlerà al consiglio comunale.
L’assemblea. Il fatto che i dubbi del sindaco emergano a pochi giorni di distanza dalla decisiva assemblea dei soci Sat non è certo un dettaglio. Martedì prossimo, all’aeroporto Galilei, l’assemblea dovrà decidere: sì o no alla fusione. Filippeschi ha in mano il parere di un advisor che dice: fusione vantaggiosa, ma con il dubbio dei finanziamenti pubblici per Firenze. Il nodo è sempre quello. La prima replica di Corporacion America, attraverso le parole del presidente per l’Italia Roberto Naldi, hanno tradito una certa contrarietà: «Noi andiamo avanti lo stesso, e Pisa avrà solo da perdere», ha in sostanza dichiarato.
Il voto. L’altra domanda essenziale è: come voteranno i soci pubblici pisani all’assemblea? In altre parole: Comune, Provincia, Camera di Commercio e Fondazione Pisa si comporteranno nello stesso modo? Perché, come ormai noto, il blocco dei soci pubblici pisani, unito, vanta un 34% di azioni Sat e come tale in grado di bloccare la proposta di fusione di Corporacion. Per il via libera alla società unica, l’assemblea dovrà infatti assicurare almeno i due terzi di voti positivi. Facciamo due conti: Corporacion ha il 53%, cui si aggiungerà il 5% ancora in mano alla Regione. Il 58% totale non è sufficiente.
Propensi al sì. Le posizioni di Camera di Commercio (7,87% di azioni) e Fondazione Pisa (8,62%) rispetto alla fusione sono sempre state più morbide. L’aria che tira è di un sì da parte di entrambe. In questo modo il quorum sarebbe ampiamente superato. Rimane da capire la posizione che dovrebbe prendere a quel punto il soggetto Comune/Provincia, che resterebbe di fatto isolato con risvolti politici nei rapporti che includono Renzi, Rossi e la Regione, mentre si avvicina il momento delle elezioni regionali. Altro dettaglio non trascurabile: si vuole rischiare un passo indietro dopo il clima di disgelo che ha fatto seguito alla battaglia degli aeroporti?
Garanzie. Politicamente, ai pisani, le mosse vanno spiegate e giustificate. Così, con quel punto interrogativo dei finanziamenti, non è semplice. Taglierebbe la testa al toro, come si dice, l’arrivo entro martedì di qualche garanzia sui 100 milioni mancanti da parte del governo. Una certezza che Corporacion non può dare, la partita si gioca nelle stanze del governo. Dalla società di Eurnekian ora si dice: «L’accessibilità al finanziamento per Firenze è stata più volte citata da organismi governativi. La formalizzazione di questi aspetti contiamo avvenga in termini molto rapidi e compatibili con i piani di realizzo delle opere». Pressioni sarebbero ora rivolte direttamente al premier Renzi e al ministro Lupi. Filippeschi gradirebbe un rinvio della discussione. Corporacion si oppone. Fusione sì, fusione no: si arriverà al fotofinish.
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