Il Tirreno

Pisa

Il Gambacorti demolito al suo posto appartamenti

di Danilo Renzullo
Il Gambacorti demolito al suo posto appartamenti

La previsione è contenuta nella variante del piano di rischio aeroportuale L’istituto sarebbe ricostruito in via Matilde. Ma la crisi della Provincia blocca tutto

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Quella scuola può essere demolita e sostituita con abitazioni. Oggi, in prima commissione consiliare permanente, è prevista l’approvazione definitiva di una variante al regolamento urbanistico riguardante anche il futuro dell’istituto superiore Gambacorti di via Possenti, nel quartiere San Marco. L’atto complessivo è il “Piano di rischio aeroportuale del Galilei” adottato per recepire all’interno degli strumenti urbanistici del Comune di Pisa le prescrizioni e le limitazioni introdotte da Enac nel codice della navigazione aerea.

Il piano comprende, tra l’altro, la previsione di una demolizione della struttura scolastica, di proprietà della Provincia, e la costruzione al suo posto di nuovi alloggi e parcheggi. Circa 4.000 metri quadri di superficie distribuita su tre piani per 120 nuovi appartamenti. «Il progetto ha lo scopo di recuperare l’area che viene lasciata libera dall’istituto a funzione residenziale - si legge nel piano - mantenendo la palestra come attrezzatura di quartiere. La palestra potrà essere eventualmente ampliata oltre ad essere corredata di un’area a verde e di un ampio parcheggio pubblico, data la scarsa presenza di posti auto nella zona, che vede la contemporanea presenza di altre strutture sportive insieme alla residenza nel quartiere».

Il piano, sul quale non sono state presentate osservazioni, è stato condiviso con la Provincia e rientra in un progetto molto ambizioso dell’ente di piazza Vittorio, che rischia però di rimanere solo sulla carta. L’obiettivo sarebbe infatti quello di costruire un grande polo tecnico-professionale nell’area dell’Itis da Vinci finanziadolo in larga parte con la vendita dell’attuale Gambacorti, istituto che sarebbe poi spostato in spazi già liberi (ma da ristrutturare) negli edifici di via Contessa Matilde. Ma il progetto sembra destinato a rimanere sulla carta, visto che, come ammettono dalla Provincia, «non ci sono i soldi per la manutenzione ordinaria delle scuole, figuriamoci per la costruzione di un nuovo istituto». Il Gambacorti, quindi, prevedibilmente resterà al suo posto ancora per molti anni, ma la questione fa ugualmente discutere.

Un no alla demolizione arriva da Una città in comune-Prc che chiede anche una moratoria sulle nuove costruzioni. «Si tratta di una scelta profondamente sbagliata - affermano Marco Ricci e Ciccio Auletta, consiglieri della lista civica - che ribadisce la filosofia della giunta per cui costruire è un bene e serve a rilanciare l’economia. Serve invece a costellare la nostra città di scheletri di cemento e di edifici invenduti. Lanciamo una proposta di sistema per la città: una moratoria sulle nuove costruzioni e il congelamento delle previsioni dei piani ancora da attuare, in attesa di una verifica delle nuove esigenze della città e delle possibilità derivanti dall’autorecupero».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani