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Produzione di pinoli messa in ginocchio da un insetto killer

Produzione di pinoli messa in ginocchio da un insetto killer

MIGLIARINO. La produzione di pinoli è diminuita dell’80% in un decennio a causa dal “cimicione americano”. Notevoli le ripercussioni economiche e occupazionali sulle imprese impegnate nella raccolta...

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MIGLIARINO. La produzione di pinoli è diminuita dell’80% in un decennio a causa dal “cimicione americano”. Notevoli le ripercussioni economiche e occupazionali sulle imprese impegnate nella raccolta e nella lavorazione. Lo rende noto un comunicato della Regione Toscana.

Il “cimicione” è un insetto noto agli esperti col nome di Laptoglossus, la cui proliferazione sta distruggendo un settore che rappresentava un’eccellenza della costa toscana. Giovanni Santini, Nicola Nascosti, Claudio Marignani e Tommaso Villa, consiglieri regionali di Forza Italia, hanno presentato un’interrogazione a risposta scritta alla giunta regionale. «Dagli studi effettuati, risulterebbe possibile debellare la presenza del “cimicione americano delle conifere” attraverso l’introduzione di un antagonista naturale, ma tale operazione non è ancora stata realizzata per problemi sia legislativi sia burocratici», si legge nel testo dell’interrogazione. I consiglieri forzisti chiedono di sapere quali sono le azioni che la giunta intende assumere per debellare questo insetto dalle pinete toscane, e come intende tutelare le aziende «che in questi anni hanno registrato delle forti riduzioni di produzione del pinolo, alla luce del fatto che tali attività rappresentano non solo un’importante settore economico e produttivo, che garantisce lavoro a migliaia di persone, ma anche un’attività culturale ed una tradizione che si tramanda da decenni in particolare a San Rossore, Migliarino e Tombolo».

«Il cimicione negli ultimi anni sembrava aver allentato la presa e la produzione di pinoli era un po’ risalita. Quest’anno invece si è ripresentato il problema, le pigne sono vuote. Il settore è in grande crisi, non solo nel Parco, dove la raccolta è affidata con gare alla ditta Grassini – spiega Andrea Gennai, direttore del Parco -. La legge italiana che recepisce una direttiva europea vieta l’introduzione di specie non autoctone. Una procedura in deroga a tale legge è ferma in Commissione Agricoltura in Senato. Non è detto che l'insetto antagonista possa risolvere il problema». (s.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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