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«Utilizzati male gli agenti della polizia municipale»

PISA. In concomitanza con la festa della Polizia municipale, che si celebra oggi in occasione di San Sebastiano, suo patrono, i Cobas scrivono una lettera aperta sulla situazione del corpo e mettono...

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PISA. In concomitanza con la festa della Polizia municipale, che si celebra oggi in occasione di San Sebastiano, suo patrono, i Cobas scrivono una lettera aperta sulla situazione del corpo e mettono tutti sotto accusa: il comandante Bortoluzzi, l'assessore Gay e il sindaco Filippeschi.

«I rapporti sindacali con il dirigente Bortoluzzi, ormai prossimo alla pensione, non sono mai stati facili e da sempre contestiamo l'assenza dell'assessore Gay, che in questi anni non ha fornito alcuna risposta sul ruolo e la funzione della polizia municipale - si legge nella nota del sindacato di base -. Per caso scopriamo l'atto che reitera per sei mesi il progetto Città sicura, copia del quale, quasi un mese fa, il comandante si impegnò ad inviare ai sindacati, ma che ancora non è stata recapitata. Alle organizzazioni sindacali, l'amministrazione diceva di voler superare il progetto serale e notturno per la Polizia municipale, mentre il comandante e la giunta facevano l'esatto contrario, presentando un nuovo progetto e rinviando a primavera le assunzioni annunciate tra i vigili, non prima di aver capito se e quante guardie provinciali andranno a ricoprire i buchi in organico della municipale».

Forte sperequazioni tra il personale partecipante al progetto («con differenze salariali anche di migliaia di euro»), flessibilità oraria e l'assenza di una reale discussione sul progetto sono i punti principalmente contestati dal sindacato di base, che punta il dito anche contro il sindaco per il trasferimento della Caserma alla Sesta Porta, ritenuto «luogo inadeguato».

«Ancora una volta – proseguono i Cobas - si riduce la questione alla monetizzazione del disagio senza guardare a organici, ruoli, funzioni, modalità di utilizzo e alla gestione del progetto in termini oggettivi e senza disparità di trattamento. L'amministrazione comunale si fa vanto della trasparenza, ma quando si tratta di discutere del progetto e del suo utilizzo fa orecchie da mercante».

«Gli agenti – aggiunge il sindacato di base - dovrebbero essere direttamente coinvolti nelle decisioni che li riguardano. Sono invece alla mercé delle scelte politiche dell'amministrazione. La Polizia municipale potrebbe essere utilizzata in modo migliore: ci sono quartieri dove la presenza è ai minimi termini, servizi e funzioni ridimensionati rispetto alle reali necessità».

«L'assenza di una reale discussione – concludono i Cobas - sull'utilizzo del corpo sul territorio comunale è il vero problema da affrontare». (d.r.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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