Il Tirreno

Pisa

Navicelli, Cgil accusa «Le false partite Iva esistono da anni»

di Danilo Renzullo
Navicelli, Cgil accusa «Le false partite Iva esistono da anni»

Mazza, leader Filt, conferma le parole scritte dal “corvo” e incalza: stesso problema in altre partecipate del Comune

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Rischia di alzare un polverone e di provocare una pioggia di ricorsi la lettera anonima recapitata ai Cobas con la quale un collaboratore della Navicelli Spa, società interamente a capitale pubblico, ha denunciato una presunta situazione di precariato e irregolarità dei lavoratori impiegati nella società partecipata dal Comune di Pisa, costituita al fine di gestire il Canale dei Navicelli e le aree demaniali limitrofe.

«Da anni la Navicelli Spa sta facendo lavorare circa cinque/sei lavoratori con false partite Iva, ma che sono obbligati a svolgere regolarmente, oltre alle proprie attività di competenza, lavoro ordinario di ufficio», si legge nella missiva inviata al sindacato di base.

Per adesso, quella contro la Navicelli Spa, resta una denuncia fine a se stessa. Nessun esposto è stato infatti presentato alla Direzione territoriale del lavoro che, in caso di segnalazione, potrebbe far scattare le opportune verifiche. I sindacati, però, sembrano confermare le precarie condizioni lavorative del personale impiegato nella società e denunciate ai Cobas.

«Alla Navicelli Spa, ma anche in altre partecipate del Comune - accusa Antonio Mazza, responsabile della Filt-Cgil di Pisa –, sono in molti a lavorare con false partite Iva. I lavoratori, formalmente autonomi, rispettano un orario normale e a tutti gli effetti sono subordinati, con una sola variante: la retribuzione. Vengono cioè pagati attraverso la rimessa di fatture, in quanto titolari di partita Iva, e non con una normale busta paga».

Giovandomenico Caridi, amministratore unico della Navicelli Spa, smentisce invece le accuse e ribadisce la regolarità dei rapporti di lavoro instaurati all'interno dell'azienda, criticando la forma anonima della denuncia: «Siamo tranquilli. Le accuse sono prive di fondamento: rispettiamo le leggi e tutti i contratti di lavoro».

Un ricorso contro la Navicelli Spa potrebbe invece arrivare da due ex lavoratori ai quali era stata promessa una stabilizzazione dopo anni di lavoro e che si ritrovano invece disoccupati. Si tratta di due addetti assunti circa sette anni fa, prima con contratti atipici reiterati nel tempo e «non attinenti al lavoro da subordinati che in effetti svolgevano», accusa la Filt, e, dopo aver vinto una selezione pubblica, con contratti a tempo determinato.

Per i due si era prospettata una stabilizzazione, ma scaduto il periodo di lavoro, i contratti non sono stati rinnovati, anche a seguito della delibera della giunta comunale approvata lo scorso ottobre seguendo quanto indicato dalla legge di Stabilità 2014, che chiede il mantenimento della spesa del personale a tutte le società controllate direttamente o indirettamente dal Comune e delle società in house.

La delibera, secondo la Fp-Cgil, inizialmente aveva provocato non poche preoccupazioni per il personale interessato (sono circa 150 i lavoratori impiegati nelle società partecipate da Palazzo Gambacorti). Il provvedimento approvato dalla giunta potrebbe però incidere sul futuro dei due lavoratori della Navicelli Spa, la cui situazione «è legata ad una strutturazione dei costi», spiegano dal sindacato, e per i dieci dipendenti (assunti a tempo indeterminato) della Valdarno Srl, società partecipata dal Comune e liquidata lo scorso dicembre, per i quali è stato avviato un percorso per la ricollocazione.

«La delibera – dicono dalla Fp-Cgil di Pisa – è arrivata in un momento non facile di riorganizzazione del pubblico impiego e potrebbe quindi creare ulteriori problemi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino