Il Tirreno

Pisa

Mercato, i banchi lasciano troppi rifiuti in via Roma

di Pierluigi Ara
Mercato, i banchi lasciano troppi rifiuti in via Roma

Il presidente del centro commerciale naturale chiede interventi rapidi E c’è chi vuole che la riapertura della strada venga anticipata dalle 16 alle 14.30

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CALCI. Il mercato infrasettimanale, nel cuore del paese, è al centro di un vivace dibattito. Non perché l’attuale collocazione non sia quella giusta. Va da sé che qualcuno torna ad auspicare una diversa soluzione, magari un ritorno nell’area adibita attualmente a parcheggio, accanto piazza del Poggio. Questa ipotesi, per la verità, non incontra troppi proseliti. È invece il dopo acquisti e vendite del mercoledì, in via Roma, a sollevare perplessità. In pratica esistono problemi legati alla sicurezza e al decoro.

Se ne fa portavoce Michele Tozzini, presidente del centro commerciale naturale della Confesercenti. Le argomentazioni del presidente, che rappresenta decine di commercianti e artigiani esprimono lo stato d’animo di ampia parte dell’opinione pubblica.

Dice: «Anche l’ultimo mercato, questa settimana, è andato come è andato… Alle 14.15 via Roma pareva un campo di battaglia. L’inciviltà supera ogni limite di sopportazione».

Il dato di fatto, così come lo fotografa Tozzini: «Oltre a vedere cassette, frutta e verdure sparse dappertutto, sulla strada resta il pericolo che qualcuno ci finisca dentro provocando incidenti».

Un’amara riflessione a voce alta: «Io sono stato promotore dell’iniziativa finalizzata a riportare il mercato in via Roma, ma se questo è il risultato, che se ne vadano pure a fare a mercato da un’altra parte».

Evidentemente qualcosa non funziona in termini di organizzazione e di gestione. Viene fatto osservare che il giorno specifico del mercato, dal mattino fino alle ore 16, è fatto divieto di transito ai veicoli. In realtà non c’è più alcun banchetto già alle 14.30, a volte anche prima. Si tiene chiusa la strada, che è la più importante della Vallegraziosa. Troppo tempo per lo spazzamento che invece dovrebbe essere effettuato tempestivamente, anche per non penalizzare i negozianti, i quali già registrano un calo nel giro d’affari in conseguenza della crisi generale. Impedire ulteriormente il traffico significa, in parole povere, poca attenzione verso la categoria.

In fondo la superficie che ospita il mercato è di poche centinaia di metri. Succede che, non essendo sbarrato l’ingresso, auto e moto riprendono a viaggiare da subito con i cumuli di residuati ai lati della carreggiata, quando anche nel mezzo. E comunque i pedoni circolano. Facile immaginare cosa succede, ad aggravare il quadro, quando piove oppure tira vento.

È auspicabile che si provveda anche perché lo richiede il buonsenso in un paese, in teoria, con vocazione turistica.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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