Il presidio
Fabrizio Fruzzetti è stato assolto ma starà 10 anni a Montelupo
Giudicato non in grado d’intendere e di volere nel momento in cui uccise, in casa, l’anziana madre Tuttavia, poiché ritenuto socialmente pericoloso, dovrà restare nell’ospedale psichiatrico giudiziario
SAN GIULIANO. La sera del 28 luglio dell’anno scorso, nella sua casa di San Giuliano, uccise la madre Cesira Antonioli, 88 anni, con un fendente alla gola. Ma per quest'omicidio, Fabrizio Fruzzetti, 55 anni, è stato assolto in quanto non era in grado di intendere e di volere. Tuttavia, è stato riconosciuto socialmente pericoloso e gli è stata applicata la misura di sicurezza del ricovero all'interno di un ospedale psichiatrico giudiziario per dieci anni (a Montelupo Fiorentino dove si trova tutt’ora).
E' questa la sentenza della Corte d'Assise del tribunale di Pisa presieduta da Pietro Murano, dal giudice a latere Raffaella Poggi e dai sei giudici popolari. Il pubblico ministero era Antonio Giaconi, mentre l'avvocato difensore era Francesco Verdianelli. In aula, era presente l'imputato il quale era consapevole di quanto stava accadendo e di quanto i giudici avevano deciso a suo carico.
Decisive ai fini della sentenza, durante il processo, sono state le deposizioni dei periti nominati dall’accusa e dalla difesa, due psichiatri che hanno fornito un'analisi identica nella prognosi del paziente e un'indicazione convergente sullo stato di salute di Fruzzetti. Per la sua patologia schizofrenica, l'imputato era stato ritenuto dai medici incapace di intendere e di volere al momento dell'omicidio. Ma allo stesso tempo avevano definito alta la sua pericolosità sociale, motivo per cui resterà nell’Opg di Montelupo Fiorentino.
Fruzzetti ai due psichiatri - ma ancora prima ai carabinieri di Pisa che erano entrati nell'abitazione di Ghezzano dove si era consumato l'omicidio - aveva affermato che Cesira Antonioli non era sua madre perché "«mia vera mamma mi ha venduto da piccolo».
«Per lui la mamma naturale era una donna che vive in via Leopardi, vicino alla sua abitazione - aveva spiegato il dottor Pieri -. Cesira non era riconosciuta da Fabrizio come sua madre. Riteneva che la sua "vera" mamma lo avesse venduto a Cesira che in tutti questi anni ha dovuto sopportare continue aggressioni. Siamo in presenza di uno stato morboso che ha determinato la tragedia».
L'effetto scatenante, come si ricorderà, fu causato dalla spesa portata in casa dal cognato. Quando Fruzzetti la sera del 28 luglio ha aperto il frigorifero e ha visto che per la seconda volta erano state comprate le ali di pollo al posto delle cosce che preferiva, è esplosa la follia omicida. Nel suo delirio ha creduto i familiari, con la mamma in testa, ce l'avessero con lui: ha afferrato un coltello da cucina e con un fendente ha sgozzato la madre.
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