Il Tirreno

Pisa

sentenza

Uccise la madre, assolto perché non era in grado d'intendere e di volere

Giovanni Parlato
Fabrizio Fruzzetti fotografato mentre esce di casa sua dove ha ucciso l'anziana madre
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Fabrizio Fruzzetti fotografato mentre esce di casa sua dove ha ucciso l'anziana madre

Ma è stato ritenuto socialmente pericoloso e dovrà scontare dieci anni all'interno di un ospedale psichiatrico giudiziario

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PISA.  La sera del 28 luglio 2014 uccise la madre Cesira Antonioli, 88 anni, con un fendente alla gola. Ma per quest’omicidio, Fabrizio Fruzzetti, 55 anni, è stato assolto in quanto non era in grado di intendere e di volere. Tuttavia, è stato riconosciuto socialmente pericoloso e gli è stata applicata la misura di sicurezza del ricovero all’interno di un ospedale psichiatrico giudiziario per dieci anni.

E’ questa la sentenza della Corte d’Assise presieduta da Pietro Murano, dal giudice a latere Raffaella Poggi e dai sei giudici popolari. Il pubblico ministero era Antonio Giaconi, mentre l’avvocato difensore era Francesco Verdianelli. In aula, era presente l’imputato il quale era consapevole di quanto stava accadendo e di quanto i giudici avevano deciso a suo carico.

Decisive ai fini della sentenza, durante il processo,  sono state le deposizioni dei periti, due psichiatri (nominati dall'accusa e dalla difesa) hanno fornito un’analisi identica nella prognosi del paziente e un’indicazione convergente sullo stato di salute di Fruzzetti.  Per la sua patologia schizofrenica, l’imputato è stato ritenuto dai medici incapace di intendere e di volere al momento dell’omicidio. Ma allo stesso tempo avevano definito alta la sua pericolosità sociale, motivo per cui dovrà essere ricoverato nella struttura di Montelupo Fiorentino.

Fruzzetti ai due psichiatri  - ma ancora prima ai carabinieri di Pisa che erano entrati nell’abitazione di Ghezzano dove si era consumato l’omicidio – aveva affermato che Cesira Antonioli non era sua madre perché “la mia vera mamma mi ha venduto da piccolo”.

"Per lui la mamma naturale era una donna che vive in via Leopardi, vicino alla sua abitazione – aveva spiegato il dottor Pieri –. Cesira non era riconosciuta da Fabrizio come sua madre. Riteneva che la sua “vera” mamma lo avesse venduto a Cesira che in tutti questi anni ha dovuto sopportare continue aggressioni. Siamo in presenza di uno stato morboso che ha determinato la tragedia".

L’effetto scatenante, come si ricorderà, fu causato dalla spesa portata in casa dal cognato. Quando Fruzzetti la sera del 28 luglio ha aperto il frigorifero e ha visto che per la seconda volta erano state comprate le ali di pollo al posto delle cosce che preferiva, è esplosa la follia omicida. Nel suo delirio ha creduto che nella cerchia dei familiari, con la mamma in testa, ce l’avessero con lui, ha afferrato un coltello da cucina e con un colpo secco ha sgozzato la madre. Poi è andato a dormire come se nulla fosse. La chiamata ai carabinieri è arrivata la mattina del 29.

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