Meteo
Movida, la proposta degli studenti: aprire altri spazi di ritrovo
Giardino Scotto, Leopolda e Cittadella le possibili soluzioni. “Sinistra per”: sbagliato gestire il caso come ordine pubblico
PISA. Più che dichiarazioni di intenti e buoni propositi chiedono nuovi spazi per uscire dai soliti luoghi in cui per anni non è stato possibile stabilire una convivenza pacifica con i residenti.
All’indomani dell’annuncio nel nuovo prefetto, Attilio Visconti, di un tavolo permanente in questura per gestire gli effetti della movida con riunioni settimanali, anche con rappresentanti dell’ateneo e degli studenti, il mondo degli universitari non lascia cadere l’appello, ma sottolinea che la strada da imboccare è un’altra.
Marianna Nardi, rappresentante di “Sinistra per”, risponde all’apertura di credito del prefetto con la filosofia che è alla base delle rivendicazioni del movimento studentesco.
«Anche questa dichiarazione – spiega – fa emergere un problema che è quello che abbiamo sempre segnalato: l’assenza totale della parte politica. Si vede la movida come un problema di ordine pubblico che deve essere trattato attraverso la chiusura dei vicoli. Penso a piazza delle Vettovaglie o la zona di Sant’Omobono. E alla messa in pratica l’anno scorso di un sistema di sanzioni in piazza dei Cavalieri con denunce a ragazzi che stavano la sera in piazza a bere».
[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:cronaca:1.10615861:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pisa/cronaca/2015/01/06/news/alleanza-tra-citta-toscane-per-un-freno-alla-movida-1.10615861]]
La mossa di Visconti viene, invece, salutata con favore dal sindaco, Marco Filippeschi. «È un percorso da portare avanti» dice al Tirreno.
Un metodo di concertazione tra le parti in causa che, se non altro, mette al centro del confronto il dialogo e non le azioni di forza. Anche se, come ha sempre rimarcato Palazzo Gambacorti, il diritto al riposo e alla qualità della vita dei residenti del centro non è negoziabile e resta prioritario.
Aggiunge l’esponente di “Sinistra per”: «Quello che manca oggi, ed è sempre mancato nella gestione del fenomeno, è una parte politica forte che dicesse che la movida non è questione di ordine pubblico, ma è un processo che esiste in città ed esiste per una serie di motivazioni. Una tra tutte la congestione del centro, con le relative reazioni dei residenti, la cui origine deriva dal fatto che non si aprono altri spazi in città. Ci sarebbero il Giardino Scotto e la Cittadella. Solo che alle associazioni chiedono prezzi carissimi. L’area della Leopolda è un altro esempio eclatante. Quello che è auspicabile e che è sempre mancato riguarda la concezione della movida non come un problema di ordine pubblico. A nostro avviso la movida deve essere un’integrazione tra città e studenti che spesso vengono visti come un peso, ma in realtà sono una risorsa, anche economica, per la città».
“Sinistra per” indica nel Cut (Conferenza Università e Territorio) il contesto ideale per trovare gli equilibri giusti alle esigenze di tutti.
«Il tavolo non deve farlo il prefetto, ma l’amministrazione – conclude Nardi –. L’esperienza del Cut alla Leopolda va ripresa e incrementata. Sulla movida non ci possono essere sempre parole volanti senza risultati concreti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
