Il Tirreno

Pisa

Alleanza tra città toscane per un freno alla movida

di Francesco Loi e Luca Daddi
Alleanza tra città toscane per un freno alla movida

Primo giorno a Palazzo Medici per il nuovo prefetto Attilio Visconti «Servono azioni comuni con Firenze e Siena. E un tavolo fisso in questura»

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PISA. Si chiama movida il primo fronte d’impegno di Attilio Visconti, nuovo prefetto di Pisa. A qualche domanda, comprensibilmente, risponde: «Datemi il tempo di capire bene, fino alla scorsa mezzanotte ero prefetto di un’altra provincia». Ma sulla movida e in particolare sulle azioni per la convivenza tra giovani e residenti, le risposte sono pronte. Come l’idea di esordio: un tavolo da convocare ogni settimana, in questura, per fare il punto della situazione. E con invitati nuovi: l’Ateneo ed i rappresentanti degli studenti universitari. Qui il rimando alla provenienza di Visconti è immediato: Pesaro e Urbino, altra realtà universitaria, anche se i numeri rispetto a Pisa sono più contenuti (gli iscritti sono quasi un terzo).

Primo giorno a Palazzo Medici per Attilio Visconti. Che la Toscana la conosce bene. Il padre è stato ufficiale dei carabinieri a San Giovanni Valdarno. Visconti ha studiato a Firenze, ha lavorato alla prefettura di Lucca come capo di gabinetto, poi un giro d’Italia lungo nove anni. «Meglio di me solo Ulisse», scherza. Ora il ritorno in Toscana, «la mia regione d’adozione». E sul tavolo già alcuni temi caldi, come la questione rom e situazioni in equilibrio difficile come le amministrazioni provinciali. Ma è soprattutto sul fenomeno della movida che ha ruotato la sua prima conferenza stampa. Non è un caso se, come rivela il prefetto, «è in particolare di questo che mi ha parlato il sindaco Filippeschi», con riferimento all’incontro durato quasi un’ora a Palazzo Gambacorti.

«Ho dato al nuovo prefetto il benvenuto della città e quello dell’intera comunità provinciale e ho offerto la nostra massima collaborazione», si legge in una nota del sindaco. «Ho sentito nelle sue parole tanta voglia di fare, ma anche consapevolezza del bell’impegno che avremo da condividere e delle potenzialità positive di Pisa. Nei prossimi giorni esamineremo tutti i dossier più rilevanti perché il cambiamento a Palazzo Medici e il nuovo anno siano anche l’occasione di un rilancio dell’iniziativa coordinata delle istituzioni».

La questione della movida, nell’agenda di Visconti, è sottolineata. Ne parlerà alla prima occasione utile nella conferenza regionale dei prefetti. «Si tratta di un fenomeno - dice - che deve essere gestito in modo omogeneo a Pisa, Firenze e Siena, evitando di attuare in realtà simili politiche diversificate». Da qui l’idea già proposta a Filippeschi di «un tavolo presso la questura con riunioni settimanali, anche con rappresentanti dell’Università e degli studenti, perché il problema è anzitutto culturale: si deve insistere per fare sentire amata la città che ci ospita».

Visconti ha già chiaro come Pisa sia «una città metropolitana», aprendo ogni giorno i suoi servizi ad una popolazione che porta la frequentazione cittadina a 180.000 persone. «Mi muoverò - assicura - per chiedere un numero maggiore di agenti per le forze dell’ordine, sia per una questione di svecchiamento degli organici che di carenze numeriche». Poi un invito «ai cittadini a collaborare con le forze di polizia e ad autotutelarsi con sistemi di sorveglianza contro i furti». Il messaggio finale: «Vengo con voglia di fare. Sono molto pragmatico e poco formale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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