Il Tirreno

Pisa

Il cane guida rischia di morire «La mia odissea di non vedente»

di Lara Loreti
Il cane guida rischia di morire «La mia odissea di non vedente»

Arriva da Torino ma la sua Labrador si ammala e viene operata d’urgenza Lui viene accompagnato alla sede dell’Unione Ciechi che si trova a Tirrenia

3 MINUTI DI LETTURA





TIRRENIA. Fulvio sta arrivando a Livorno in treno da Torino con la sua guida, i suoi occhi e la sua affidabile compagna: Berenice, un’affettuosa Labrador di 12 anni, dal pelo nero lucido. Fulvio è un non vedente di 62 anni di origini piemontesi, diretto al Centro Unione Ciechi di Tirrenia, dove ha programmato di trascorrere le vacanze di inizio anno. È da solo con la sua affidabile amica che lo segue ormai da anni: un viaggio che però si trasforma in un’odissea, piena di imprevisti, proprio come l’avventura scritta dal cantore cieco di Chio. Quando sta per scendere dal treno alla stazione in piazza Dante, Fulvio si accorge che Berenice non è in grado di scendere, e neanche di alzarsi. E’ distesa sulla carrozza del treno, senza forze. E’ evidente che ha un malessere forte, che in realtà va avanti già da qualche ora. Infatti, già dalla mattina Verenice non era in forma. «Non era lei - racconta Fulvio - era affaticata, respirava con difficoltà e i suoi movimenti erano lenti». Mai il 62enne avrebbe pensato a un malore tale da paralizzarla. E ormai la situazione è grave, più del previsto. Fulvio è disperato: da solo, in una città per lui sconosciuta, senza la sua guida si sente perduto, disorientato. Ma accanto a lui spunta subito una rete di solidarietà e di aiuti, capitanata dai volontari della Svs.

I primi minuti sono i più duri. Sono le 16 di venerdì scorso quando il 62enne è costretto a chiedere aiuto ai passeggeri e al personale delle Ferrovie per scendere dal treno con la sua compagna di viaggio e di vita. Arrivati in stazione, il cane viene preso in braccio perché non ce la fa a muoversi da solo. E, una volta sulla banchina, viene adagiato a terra. Sono tutti lì, intorno a Berenice: gente di passaggio, personale delle ferrovie, poliziotti: tutti in attesa dell’intervento dell’ambulanza veterinaria della Svs, che arriva immediatamente. I volontari si rendono subito conto che la situazione è grave. Berenice ha un’emorragia interna: la milza è compromessa, e forse anche il fegato.

L’animale viene portato alla clinica veterinaria di via Mondolfi, dove viene trattenuto per la notte. Fulvio, dal canto suo, insieme ai volontari della Svs, segue la sua amica a quattro zampe in tutto l’iter clinico. Poi viene accompagnato a Tirrenia, in via delle Orchidee, presso la sede dell’Unione Ciechi. Grande per lui la preoccupazione.

La notte passa abbastanza tranquilla. Ieri mattina poi la cagnolina viene sottoposta a vari accertamenti. Dalle analisi viene fuori che l’emorragia è dovuta a una lesione alla milza: il fegato è salvo. Ed è questa la notizia più bella. Berenice viene quindi operata e l’intervento riesce bene. I medici sono molto ottimisti: secondo le prime valutazioni, la Labrador dovrebbe riprendersi nel giro di due giorni. E a quel punto potrà raggiungere a Tirrenia il suo padroncino e continuare a coccolarlo e a farle da compagna di viaggio lungimirante.

Intanto Fulvio è stato accolto dalla comunità dell’Unione Ciechi, dove rimarrà fino a mercoledì. Il 72enne è stato informato dai volontari dello stato di salute della cucciola. E che sospiro di sollievo, per lui, sapere che Berenice sta bene, che non rischia più la vita e che presto potrà riabbracciarla. Una bella storia, a lieto fine anche grazie alla tempestività dell’intervento dei volontari del servizio veterinario della Svs, sempre pronti ad accudire gli animali e sempre più specializzati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il futuro del cantiere

Salvataggio Tigs, le offerte giuste: «Partono da 250 milioni di euro» – Chi sarà a decidere e tutti gli scenari possibili

di Giovanna Mezzana