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Una banda specializzata nei furti seriali in conceria
Rubato pellame per 700.000 euro, ma recuperata merce per mezzo milione Dodici denunce dei carabinieri. Contestata alla gang anche la ricettazione
PISA. Quasi un anno di serrate indagini e alla fine i carabinieri della compagnia di San Miniato sono riusciti a identificare dodici componenti di una banda specializzata nei furti di pellame. Flavia Alemi, sostituto procuratore a Pisa, aveva chiesto l’emissione di ordinanze di custodia cautelare per alcuni di loro. Il gip del Tribunale, Giuseppe Laghezza, pur concordando con i risultati delle indagini, ha ritenuto che fossero sufficienti misure alternative al carcere o agli arresti domiciliari per scongiurare che la banda potesse tornare a colpire. Le dodici persone al centro delle lunghe indagini sono, quindi, state denunciate per concorso in furto di pellame e per ricettazione. Dovranno rispondere di una serie di colpi, almeno nove, cinque dei quali nella stessa conceria, messi a segno nelle aziende della zona del cuoio.
Il valore della refurtiva, stando a quanto è stato spiegato dal capitano Antonio Trombetta, comandante della compagnia dei carabinieri di San Miniato, ammonta a circa 700.000 euro. Gran parte della merce (per circa 500.000 euro di controvalore) è stata recuperata. Per tutti gli indagati dunque il gip ha disposto le misure cautelari dell'obbligo di firma o di dimora, per 4 di loro con il divieto di allontanarsi dall'abitazione in orario notturno, dalle 20 alle 8.
L'indagine è scattata dopo il rinvenimento di un cellulare durante un sopralluogo di furto in una conceria: i carabinieri sono riusciti con le analisi tecniche a ricostruire gli spostamenti di una banda di insospettabili di cui facevano parte operai conciari, autotrasportatori e un imprenditore titolare di una conceria a San Miniato, quasi tutti incensurati: tra i denunciati ci sono anche tre meccanici di Montesarchio (Benevento), un pregiudicato di Montecatini Terme, un operaio di Massa e Cozzile e un albanese tuttora irreperibile.
Il pellame era stato rubato nelle concerie Antiba, Fric, SagaPell, Stratos, M2, tutte di Santa Croce sull’Arno. Uno degli indagati lavora in quest’ultima conceria e secondo i carabinieri era al corrente dei furti. L’indagine aveva segnato un primo risultato nel settembre scorso quando i carabinieri avevano fermato sei persone accusate sia dei furti di pellame che di alcuni assalti ai bancomat del comprensorio.
Già a giugno i carabinieri a Lucca avevano arrestato un camionista che aveva trasportato una partita di pellame marchiato Louis Vuitton del valore di 250.000 euro, che era stato rubato nella notte alla conceria Antiba a Santa Croce sull’Arno, fino al piazzale di uno spedizioniere della Lucchesia, a Segromigno in Monte.
Lì era stato bloccato dai carabinieri che l’avevano seguito con l’ausilio dei militari delle stazioni di Lammari e Ponte a Moriano. In manette, con l’accusa di ricettazione, era finito Antonio D’Apruzzo, 43 anni, originario di Benevento che era alla guida di un autoarticolato rubato nel luglio del 2012 a Certaldo. La merce veniva trattata ed era destinate ad aziende delle Marche e del Veneto. Furti di pellame a Santa Croce sull’Arno e nei centri vicini sono avvenuti nel passato con una certa frequenza e per questo i militari della compagnia di San Miniato da tempo stavano monitorando la zona. Fino a quando la banda ha commesso un passo falso e tutti i tasselli del complesso puzzle sono andati al loro posto.
Sabrina Chiellini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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