Il Tirreno

Pisa

il residence gestito dall’agbalt

Raccolta di fondi per l’Isola dei Girasoli

SAN GIULIANO. Una grande iniziativa di solidarietà ha accompagnato il pomeriggio dei bambini malati di leucemia e tumore nel residence Isola dei Girasoli, struttura che ospita dieci famiglie i cui...

2 MINUTI DI LETTURA





SAN GIULIANO. Una grande iniziativa di solidarietà ha accompagnato il pomeriggio dei bambini malati di leucemia e tumore nel residence Isola dei Girasoli, struttura che ospita dieci famiglie i cui bambini hanno bisogno di cure. L'intero ricavato della giornata è stato devoluto all'Agbalt (Associazione genitori bambini ammalati di leucemia e tumore). L'adesione è stata molto ampia da parte di tutti. Non solo gente comune, ma anche molte autorità istituzionali e militari. E il mondo dello sport ha aderito a questa giornata di solidarietà.

Pisa e Livorno divise dal campanile, ma unite da una forte solidarietà, hanno partecipato con i propri settori giovanili, così come la Sangiulianese del presidente Roberto Nusca, presente con lo staff al gran completo. Non poteva mancare all’evento uno degli sport principali della città, la scherma, con la campionessa Martina Batini, in prima fila, l'assessore allo Sport Salvatore Sanzo e l'ex campione di scherma Simone Vanni.

Straordinario l'impegno dei volontari (più di cento) che hanno lavorato dietro le quinte, preparando e servendo il cibo e i dolci ai bambini, che hanno assistito allo spettacolo offerto da clown e maghi. Ma le menti organizzative dell’appuntamento rispondono al nome di Andrea Lenzi e Michele Benvenuti, proprietari del Bagno Italia di Marina di Pisa: «Abbiamo coinvolto amici e clienti e creato una pagina Facebook. Il nostro obiettivo, attraverso la raccolta, di realizzare interventi all'Isola dei Girasoli per dare più confort alle famiglie di questi bambini».

Antonio Tognoli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»