Logli davanti al giudice udienza a fine febbraio
Caso Ragusa, fissata la camera di consiglio per decidere sul rinvio a giudizio Se sarà fatto il processo l’imputato comparirà in Corte d'Assise prima dell’estate
PISA. Udienza a fine febbraio 2015 per decidere le sorti processuali di Antonio Logli. Sarà il gup, Giuseppe Laghezza a esaminare, in camera di consiglio, (non aperta al pubblico) la richiesta di rinvio a giudizio del marito di Roberta Ragusa, imputato di omicidio volontario e distruzione di cadavere dopo l’inchiesta dei carabinieri di Ros e nucleo investigativo diretta dalla Procura della Repubblica.
Gli scenari sono tre, anche se quelli praticabili si riducono a due. In teoria il gup potrebbe chiedere un supplemento di indagini. Ma, considerato il lavoro degli inquirenti e le 10mila pagine confezionate e allegate all’avviso di chiusura delle investigazioni, appare superfluo un ulteriore sforzo delle forze dell’ordine. E allora diventano concrete le altre due ipotesi: il rinvio a giudizio davanti alla Corte d’Assise o la richiesta dell’imputato di venire giudicato in abbreviato semplice o condizionato dall’ascolto di alcuni testi. Nel caso del rito alternativo, sul quale l’avvocato di Logli, Roberto Cavani ha sempre mantenuto una posizione neutra rimandando a un confronto con il cliente l’eventuale decisione, in caso di condanna ci sarebbe lo sconto di un terzo della pena e la possibilità di fare appello.
Nell’eventualità del processo, la prima data in Corte d’Assise (due giudici togati e sei popolari) potrà essere fissata nel giro di due-tre mesi. Tradotto: tra fine aprile e maggio potrebbe esserci la prima udienza del processo a carico di Antonio Logli.
Il giorno in cui si terrà l'udienza preliminare per decidere su archiviazione o rinvio a giudizio, il caso Ragusa avrà superato di poco più di un mese i tre anniversari della sparizione dell'imprenditrice di Gello, svanita nel nulla nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012.
Lo scenario ipotizzato dagli inquirenti vede Roberta uscire di casa poco prima delle 00,30 dopo una lite con Antonio per averlo scoperto mentre era al telefono con l'amante Sara Calzolaio. Lei si incammina a piedi, in pigiama, verso via Gigli. È in quella strada che i due si incontrano. E il marito, al volante della Citroën C3 - modello simile a quello usato dalla moglie - la obbliga a salire in macchina. Lo fa con un gesto violento. Tanto è vero che il superteste Loris Gozi riferisce di aver assistito alla scena e di sentire un colpo sordo, come se la donna avesse picchiato la testa una volta dentro l'abitacolo.
Pietro Barghigiani
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