Italia
Lunedì sarebbero iniziati i lavori
Da tempo veniva chiesto di mettere la collina in sicurezza. Il permesso non è arrivato in tempo
SAN GIULIANO. «Stanotte avrebbero potuto esserci cinque morti. Nel marzo dell’anno scorso c’è stata la prima frana e lunedì prossimo sarebbero cominciati i lavori di messa in sicurezza della collina», dice Francesco Alessi, proprietario del terreno che è franato.
«Non si può aspettare così tanto tempo, in una situazione di pericolo come questa bisognava intervenire il prima possibile col risultato che ora siamo senza casa», afferma Maria Teresa Corsi.
La burocrazia ha impiegato un anno e mezzo per dare il via libera ai lavori che sarebbe stati finanziati sia dal proprietario del terreno che da Terna, proprietario del pilone dell’energia elettrica. Sul terreno che è franato c’è un vincolo paesaggistico e sembra che questo sia stato (ma lo sapremo meglio oggi) o un elemento che ha prolungato l’apertura dei lavori.
«Non credo al fato, non credo che questa frana sia figlia della casualità», ha detto il vicesindaco Franco Marchetti aggiungendo: «Sarà nostro compito accertare le responsabilità di quanto accaduto. C’erano stati già dei chiari segnali in precedenza e su quanto è accaduto andremo fino in fondo».
Oggi sarà fatto il punto. E oltre ai vigili del fuoco e ai tecnici della protezione civile del Comune di San Giuliano, molto probabilmente anche i tecnici di Terna saranno chiamati a dare le loro spiegazioni sulle cause di quanto accaduto.
Una frana che è quasi una beffa. Infatti, soltanto lunedì prossimo sarebbero cominciati i lavori per mettere il terreno in sicurezza.
Un okay arrivato, purtroppo, in ritardo. L’ambiente non segue i tempi della burocrazia. Ed è proprio questo l’interrogativo in queste ore: se la burocrazia fosse stata più snella e veloce, il permesso per l’esecuzione dei lavori sarebbe giunto prima e tutto questo non sarebbe accaduto.
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