Il Tirreno

Pisa

La Scuola Sant’Anna fa lezione al Cairo

L’istituzione pisana forma i funzionari dell’Unione africana destinati a operare in Somalia per portare la pace

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PISA. Le attività internazionali di alta formazione condotte dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa proseguono con il corso ospitato al Cairo (Egitto), appena inaugurato e in programma fino al 19 dicembre, per i funzionari civili della missione in Somalia dell’Unione africana (Amisom).

Su sua richiesta, la Scuola Superiore Sant’Anna collabora a formare i funzionari di questa importante missione, aggiungendo un nuovo, particolarmente importante riconoscimento all’attività condotta da Andrea de Guttry, ordinario di Diritto internazionale e da poco eletto direttore dell’Istituto Dirpolis (Diritto, Politica, Sviluppo), attraverso l’International training programme for conflict management che, nel 2015, compirà i venti anni di attività durante i quali ha raggiunto una posizione di prestigio nel panorama internazionale.

Alla missione in Somalia dell’Unione africana partecipano oltre 15mila soldati africani, 200 poliziotti, circa 300 civili e le è stato affidato il compito di aiutare la Somalia nella fase di transizione che la dovrà portare verso un periodo di “pace sostenibile”.

Questo corso del Sant’Anna si affianca a numerose iniziative di formazione, molte delle quali promosse dallo stesso Governo italiano, per facilitare il processo di pacificazione in atto nel paese. Tra queste iniziative, si deve menzionare la Missione di addestramento militare dell’Unione Europea, sotto la responsabilità del generale Mingiardi, già comandante della Brigata Folgore, con cui l’International training programme for conflict management diretto dal prof. de Guttry vanta numerose collaborazioni.

«La Scuola Superiore Sant’Anna – commenta Andrea de Guttry nell’annunciare il corso – è stata scelta per questo delicato ed importante incarico non soltanto per l’esperienza ormai quasi ventennale nell’organizzazione di corsi di alta formazione per il personale che lavora nelle missioni internazionali in aree del mondo ad alto rischio, ma anche perché spesso qui sono state condotte molteplici ricerche sulla Somalia e sull’impegno della comunità internazionale per riportare la pace nel martoriato paese africano».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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