Il presidio
Calci, slitta al 26 gennaio l’Imu sui terreni agricoli
Il sindaco Ghimenti: «Una boccata di ossigeno, ma il problema è solo rinviato» L’amministrazione ha chiesto al governo di rivedere i criteri per l’esenzione
CALCI. Dopo le indiscrezioni dei giorni scorsi adesso è ufficiale: i residenti di Calci (e degli altri comuni del Monte Pisano come Buti e Vicopisano) proprietari di terreni agricoli, non dovranno pagare l'Imu che sarebbe scaduta oggi.
Si tratta, comunque, solo di un rinvio concesso dall'ultimo consiglio dei ministri di venerdì scorso: la quota relativa al 2014 dovrà infatti essere versata il prossimo 26 gennaio, mentre quella 2015 dovrebbe essere a giugno. Uno slittamento che, si augurano i calcesani, possa servire a rivedere i nuovi criteri di questa tassa sui terreni agricoli che hanno inserito il comune della Valgraziosa tra quelli che devono pagare. I nuovi criteri prevedono infatti l'esenzione solo per i comuni con altitudine superiore ai 601 metri, quota però calcolata con riferimento al luogo in cui risulta ubicato il municipio penalizzando i terreni eventualmente ubicati ad un’altezza superiore; un revisione che ha dimezzato i Comuni in cui non si deve pagare l'Imu che sono passati da 3.524 agli attuali 1.578.
«Lo slittamento del pagamento è una piccola boccata di ossigeno per i nostri cittadini proprietari di terreni – spiega il sindaco Massimiliano Ghimenti –, ma il problema è solo rinviato di qualche settimana. Abbiamo chiesto al governo di rivedere i criteri per l'esenzione che non può essere solo legata all’altimetria; ci sono altri fattori che costituiscono elementi di svantaggio, come l’orografia, il deficit infrastrutturale, la densità di popolazione».
Ghimenti contesta anche l'opportunità di questa tassa «in un anno in cui la produzione olivicola a Calci ha subito cali fino al 90% rispetto al 2013, tanto da pensare di chiedere lo stato di calamità naturale per il Monte Pisano. Senza considerare – insiste il sindaco – che i nostri proprietari dei terreni agricoli montani e collinari, siano titolari di aziende o semplici appassionati, col proprio lavoro mantengono il sistema dei terrazzamenti, contribuendo alla mitigazione del rischio idraulico ed idrogeologico. Andrebbero dunque incentivati e non pressati da nuove imposte».
Resta però il fatto che il governo i soldi di questa Imu li ha già messi in bilancio (in parte servono a coprire anche gli 80 euro di bonus in busta paga).
Conclude Ghimenti: «In pratica questo provvedimento ha già determinato per il nostro Comune un taglio di quasi 33mila euro dal fondo di solidarietà. Cifra che lo Stato ha incamerato in anticipo e che poi dovrà tornare nelle casse del Comune una volta che l’Imu sarà stata pagata dai calcesani. Ma che succederà se le stime fatte non corrisponderanno agli incassi effettivi?».
Daniele Benvenuti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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