Il Tirreno

Pisa

Palpeggiò una ragazzina Condannato a 4 anni

di Giovanni Parlato
Palpeggiò una ragazzina Condannato a 4 anni

La vittima era una studentessa di una scuola media, l’imputato il bidello L’avvocato della parte civile: «È grave il fatto che sia accaduto in un istituto»

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SAN GIULIANO. Un bidello aveva palpeggiato una studentessa di 16 anni nel bagno della scuola. Per quest’episodio, Gaetano Di Vita, 63 anni, residente a San Giuliano, è stato condannato.

La sentenza è giunta ieri e la condanna è stata pesante: quattro anni di reclusione con interdizione a vita dallo svolgimento di ogni attività lavorativa nelle scuole di ogni ordine e grado, oltre all’interdizione per cinque anni dai pubblici uffici.

La requisitoria del pubblico ministero, Flavia Alemi, è stata durissima ed aveva chiesto una condanna di 8 anni per il reato di violenza sessuale. Il collegio formato dal presidente Pietro Murano e dai giudici a latere Antonella Bencivinni e Raffaella Poggi ha ridotto a metà la richiesta dell’accusa.

Il fatto al centro del processo risale al mese di giugno 2012. In una scuola media di Pisa, una studentessa di 16 anni si reca in bagno dove entra anche il bidello. Gaetano Di Vita palpeggia la ragazzina la quale riesce ad allontanarsi per poi raccontare ai genitori quanto accaduto.

«È un episodio gravissimo perché avvenuto all’interno di una scuola dove gli studenti, in questo caso una minorenne, devono essere protetti», ha detto Federica Ciardelli, rappresentante legale della mamma della ragazzina che si era costituita parte civile. E anche il padre si era costituito parte civile affidandosi all’avvocato Laura Antonelli.

«Credo che sia bene tutelare anche altre potenziali vittime - afferma ancora l’avvocato Federica Ciardelli -. Il fatto che ci sia stata l’interdizione dell’attività lavorativa da tutte le scuole mi sembra giusta. E così anche per la ragazzina che ha avuto il coraggio di denunciare questo fatto»

L’imputato era difeso da Elena Mezzetti la quale ha fatto sapere che ricorrerà in appello contro la condanna. Il percorso processuale, pertanto, non è ancora terminato e il confronto fra accusa e difesa passerà in un’aula della Corte d’Appello di Firenze.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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