Il presidio
Lotta all’evasione, il Comune di Pisa a caccia di 400mila euro
Nel mirino i mancati versamenti di Imu, Tari e Cosap per i passi carrabili. In cinque anni recuperati 3,8 milioni
PISA. Il Comune dichiara guerra agli evasori. Dal prossimo anno Palazzo Gambacorti intensificherà, attraverso una vera e propria task force “anti-furbetti”, le misure di contrasto all’evasione tributaria e tariffaria. È quanto previsto nelle linee guida del bilancio di previsione 2015 che l’amministrazione comunale conta di approvare entro la fine dell’anno.
Collaborazione con Agenzia delle Entrate, Guardia di Finanza e Agenzia del Territorio, potenziamento del sistema dei controlli e un nucleo anti-evasione della polizia municipale saranno gli strumenti principali di cui l’ente si doterà per recuperare, secondo stime definite «prudenziali» oltre 400mila euro.
In particolare, è prevista la firma di una convenzione con l’Agenzia delle Entrate per la compartecipazione al recupero del gettito derivante dall’evasione dei tributi erariali mediante le cosiddette segnalazioni certificate. «Vogliamo allargare il tiro - spiega Andrea Serfogli, assessore al bilancio - e passare dal recupero dell’evasione dei soli tributi comunali alla compartecipazione al gettito dei tributi erariali». La convenzione con l’Agenzia delle Entrate sarà quindi uno strumento per poter concorrere al gettito recuperato. Negli ultimi cinque anni, nonostante i continui cambiamenti normativi, sono stati recuperati circa 3,8 milioni di euro su mancati versamenti accertati per quasi 4,8 milioni: in pratica, è stato recuperato oltre l’80%. Le voci considerate sono Ici/Imu, Tarsu, Tares, Cimp e Cosap.
«Attualmente ci stiamo concentrando sulla verifica del pagamento della Cosap per i passi carrabili», prosegue l’assessore. Gli accertamenti sono stati eseguiti nelle zone di Barbaricina, Cep e Porta a Lucca, ma saranno estesi a tutta la città proprio riguardo alla Cosap (canone di occupazione di aree pubbliche).
Sul fronte tariffario si prevedono invece controlli generalizzati degli indicatori Isee e la costituzione di una cabina di regia con gli altri soggetti verificatori per evitare duplicazioni. L’obiettivo è anche migliorare il sistema (visto anche le scarse risorse a disposizione). Una lotta quindi capillare e su tutti i fronti, nonostante le difficoltà derivanti dai continui cambiamenti normativi che non agevolano il contrasto all’evasione: alle continue modifiche delle imposte i Comuni devono infatti aggiornare le banche dati ed i sistemi di controllo. «È quasi un’impresa - continua Serfogli -. In un momento complicato come questo, il recupero dell’evasione consentirebbe, secondo il detto pagare tutti per pagare meno, di ridurre la pressione fiscale. E questa è la filosofia alla base del nuovo bilancio dove, oltre a un aumento della Tari per l’estensione del porta a porta, abbiamo mantenuto invariata la pressione fiscale cercando di rafforzare il ruolo del recupero dell’evasione».
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