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Imu e Tasi: si paga o no? Sulle scadenze è il caos

di Sharon Braithwaite
Imu e Tasi: si paga o no? Sulle scadenze è il caos

Per il ministero sono esenti i Comuni colpiti dal maltempo nel mese di settembre San Giuliano e Vecchiano rientrano in quest’elenco: ma la normativa non è chiara

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SAN GIULIANO. A sei giorni dalla scadenza del termine per il pagamento di Imu e Tasi, i Comuni sono nel caos. Una nota diffusa la scorsa settimana dal Ministero dell’Economia e delle Finanze parlava di “sospensione dei versamenti e degli adempimenti tributari” per i Comuni della Toscana interessati dall’alluvione del 19 e 20 settembre, inclusi quelli di San Giuliano e Vecchiano.

I sindaci dei Comuni interessati hanno scritto al Ministero chiedendo chiarimenti urgenti. Inoltre, nella giornata di ieri si era diffusa una voce proveniente dall’entourage del Consiglio dei Ministri, secondo la quale la sospensione riguarderebbe i tributi statali, non quelli locali. «Questa mancanza di chiarezza genera solo confusione, a discapito dei cittadini – afferma Sergio Di Maio, sindaco di San Giuliano -. Questa mattina (ieri per chi legge, ndr) abbiamo mandato una Pec (posta elettronica certificata) al Ministero, per sapere quali tasse verrebbero sospese e soprattutto a quali cittadini. Speriamo di ricevere una risposta al più presto. Martedì 16 scadono i pagamenti di Imu e Tasi. A settembre abbiamo ricevuto venticinque segnalazioni da parte di cittadini che avevano subito dei disagi, per fortuna niente di grave. Per questo il Comune non ha chiesto lo stato di calamità alla Regione».

Anche Giancarlo Lunardi, sindaco di Vecchiano, ha inviato una richiesta di precisazioni al ministero presieduto da Pier Carlo Padoan. «Speriamo di risolvere la questione molto presto. Alcuni cittadini si sono recati in Comune a chiedere delucidazioni – racconta –. Ad oggi abbiamo letto solo il comunicato stampa di sabato scorso. Non sappiamo niente di più. Non è ancora stato pubblicato il testo del decreto che stabilirebbe questa sospensione».

«Se Imu e Tasi fossero sospesi a tutti i cittadini, e non solo a quelli danneggiati dalla tromba d’aria di settembre, sarebbe un vero disastro – aggiunge Lunardi -. Ciò si tradurrebbe in poco più di un milione di euro in meno nelle casse comunali. Rischieremmo l'interruzione di servizi e pagamenti da parte della pubblica amministrazione. Diverso sarebbe se la sospensione riguardasse solo chi ha subìto danni a aziende e abitazioni, giusto pensare a loro. Il 19 e il 20 furono circa un centinaio le famiglie interessate dalla tromba d’aria: tetti scoperchiati, macchine schiacciate da alberi, aziende danneggiate».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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