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Muri franati ed erba alta Alla Corte sale la protesta
Due consiglieri di “Uniti per Calci” hanno raccolto i disagi dei residenti e ora lanciano un appello al sindaco: «Quest’area va posta in sicurezza»
CALCI. La Corte, all’estrema periferia meridionale della Valgraziosa, è caratterizzata da numerose criticità. I problemi, in larga misura, sono radicati da tempo e creano grosso disagio ai residenti, ma esistono motivi di pericolo soprattutto per chi arriva da fuori, specialmente per chi percorre le strade.
Nelle vie adiacenti, che conducono a San Piero, la situazione non è meno complicata. Si registra tra l’altro un passo istituzionale di due consiglieri comunali, Paolo Lazzerini e Maila Mangini, di Uniti per Calci, che chiedono al sindaco Ghimenti e la sua giunta «di porre un qualche rimedio anche per mettere in sicurezza e riportare un po’ di decoro in questa popolosa località, da tempo dimenticata e abbandonata a se stessa».
Si moltiplicano le segnalazioni dei cittadini i quali sollecitano interventi risolutori. Dice Roberto Carrai: «Ci sono muretti di cinta, ai margini della carreggiata, in parte franati e danneggiati mancando la più elementare manutenzione. Specie in via Buozzi, nel bel mezzo della salita, fanno cattiva mostra le transenne che, oltretutto, restringono la superficie di percorrenza dei veicoli. Si tenga conto che sotto c’è una scarpata: in questo luogo la sicurezza stradale non c’è ed è a rischio la stessa incolumità delle persone. E poi, poco distante, manca in un tratto di balaustra della spalletta del ponte dello Zucchini, sul torrente Zambra. Ripetutamente chi abita lì e ha fatto richiesta di intervento, è rimasto inascoltato».
«Non dimentichiamo - interviene Claudia Angioletti - che a La Corte abitano due non vedenti i quali si muovono aiutandosi con il bastone che batte sui muri e lungo i perimetri a lato della strada. Già questa circostanza dovrebbe sensibilizzare e attivare chi di dovere perché si eseguano opere di urgenza ed emergenza. L’auspicio è che finalmente si provveda».
Ida Tonelli punta il dito su un’altra criticità: «Le griglie di raccolta delle acque metereoniche risultano intasate creando grosse preoccupazioni quando piove. Si aggiunga che c’è l’erba alta un po’ dappertutto. E poi le staccionate della pista pedonale, inaugurata qualche anno fa, denominata via dell’Argine, sono divelte. L’arteria di via San Piero, priva di una adeguata segnaletica orizzontale e verticale, non di rado, è percorsa ad alta velocità».
Dulcis in fundo, fanno notare i cortigiani, quasi a simbolo del degrado, un grande abete, nella centrale via Pacinotti, è secco e scheletrito: quasi simbolo dello stato di abbandono dell’intero territorio.
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