Il mistero dell’auto pirata, poi dissolto
I primi soccorritori non avevano visto subito le macchine coinvolte nello schianto mortale a due passi dalla Torre
PISA. L’asfalto bagnato dalla pioggia caduta in serata e il corpo senza vita di un uomo. Sbalzato di una dozzina di metri dopo l’impatto con una macchina, su un passaggio pedonale, in via Contessa Matilde.
Intorno una piccola folla: sono tanti gli automobilisti di passaggio che non esitano a fermarsi, dopo l’una di notte, per capire cosa è successo.
Che le condizioni dell’uomo siano tali da non lasciare speranze i soccorritori, arrivati dalla Croce Rossa di Pisa e dalla Pubblica assistenza di Cascina, lo capiscono subito, già prima di avvicinarsi all’uomo straziato dall’urto con la prima auto che l’ha centrato vicino alle strisce pedonali e di una seconda che invece se lo è visto piombare addosso mentre era ferma.
Gli occhiali da vista della vittima, rimasti sulle strisce bianche, così distanti dal cadavere, dicono tutto. Danno indicazioni utili a ricostruire la dinamica dell’incidente e raccontano di quanto già il primo impatto sia stato drammaticamente violento, così come fanno venire dubbi sulla velocità dei veicoli coinvolti, mentre percorrono una strada urbana.
I volontari della Croce Rossa, in attesa dell’arrivo del medico del 118 di Pisa che poi ha constatato la morte del pedone, provano a rianimarlo ma non c’è niente da fare. Intorno c’è agitazione, almeno nei momenti successivi all’investimento. Già chi chiede aiuto alla centrale del 118 di Pisa segnala una persona travolta senza avere la certezza che il conducente si fosse fermato.
«Quando siamo arrivati – spiega un soccorritore – due ragazze dicevano che il pedone era stato investito da una prima macchina, diretta verso via del Brennero, che si è regolarmente fermata, e da una seconda che però non era lì, sul luogo dell’incidente».
Certo è che almeno nei primi minuti chi interviene per soccorrere il ferito non trova la seconda vettura coinvolta e i testimoni dicono di avere visto allontanarsi una utilitaria di colore rosso.
Nel tratto dello scontro la strada viene chiusa alla circolazione stradale. Un telo bianco, steso in segno di rispetto sul cadavere, toglie ogni speranza a chi spera che la strada non si sia portata via un’altra vita. A quel punto la municipale (sul posto anche una pattuglia della polizia) allontana gli automobilisti per cominciare lunghi rilievi e prendere a verbale alcuni testimoni.
La vittima non ha con sé i documenti e questo non aiuta a identificarla, il volto è coperto di sangue, impossibile provare a dare un’età all’uomo ucciso. E la dinamica, poi chiarita con tanto di automobilisti indagati, almeno nelle fasi iniziali, non risulta facile da ricostruire, stando ai racconti di chi si trova a passare dal luogo del tremendo impatto.
È chiaro però fin dall’inizio, lo racconta anche l’investitore, un cinquantenne residente a Pisa e che poi sarà denunciato dalla polizia municipale, che il pedone è stato travolto due volte. La prima mentre attraversava e la seconda volta quando già era steso sull’asfalto. I segni sulla carrozzeria della Peugeot bianca fanno subito pensare al peggio, stando a chi si è trovato a passare dopo la tragedia.
«Abbiamo visto che la polizia municipale sentiva due ragazze – racconta uno degli automobilisti arrivati subito dopo il terribile incidente stradale – da quello che veniva detto non era poi così chiaro se già il primo urto poteva avere causato la morte dell’uomo».
Sabrina Chiellini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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