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Aeroporto, Fontanelli (Pd): "Nencini racconta balle"
Il deputato pisano: "Non è vero, come dice il viceministro, che il Galilei non può espandersi in quanto scalo militare"
PISA. «Mi auguro che i soci pisani della Sat, la società che gestisce l’aeroporto Galilei, si muovano in modo unitario a difesa degli interessi della città».
Lo dice Paolo Fontanelli, parlamentare del Pd, che attacca il viceministro delle Infrastrutture Nencini: «Il quale ha sostenuto la tesi che l'aeroporto di Pisa non può espandersi e far fronte alla crescita dei flussi di traffico perché ha dei limiti strutturali, di spazi e di limitazioni operative a causa dello status di aeroporto militare. Ora questa è una balla bella e buona. Non risultano da nessuna parte documenti o decisioni che sanciscono queste limitazioni. Il Galilei, come scalo civile, si è sviluppato negli anni in pieno accordo con la 46esima Brigata e con l'Areonautica Militare, con vantaggi reciproci».
«Quanto alle condizioni di sicurezza non c'è proprio partita con Firenze - sottolinea il parlamentare - Allora sarebbe bene che Nencini, prima di dire cose non vere, si documentasse. Detto questo, torno sul problema della fusione fra le due società di Pisa e Firenze. È evidente che al punto in cui siamo, per scelte sbagliate ma ormai fatte, opporsi a questo processo ha poco senso. Il punto però, per i soci pubblici pisani, è a quali condizioni dare il proprio consenso alla fusione in sede di assemblea dei soci. L'unica possibilità di far pesare le proprie quote sta in un comportamento unitario, concordato, e finalizzato a un chiaro obiettivo volto a salvaguardare il Galilei e gli interessi pisani. Se, invece, ogni socio va per conto suo, o pensa di trattare separatamente le condizioni per l'assenso alla fusione, verranno meno e saranno penalizzati gli interessi della città. Questo è il problema attuale, ed è bene che si conosca in modo chiaro e trasparente quali sono le valutazioni e le scelte di ciascuno. Su questo piano c'è una diffusa sensibilità dei cittadini pisani ed è bene sapere che non può essere presa in giro. Per questo mi auguro che nei prossimi giorni emerga la volontà di procedere, da parte dei soci pisani, con una linea comune».
Fontanelli parla l'annuncio del ricorso di Enac contro il Pit approvato dalla Regione: «Non è una cosa banale. Si tratta di un atto che mette in discussione apertamente il potere pianificatorio della Regione. Tanto più nel contesto di un quadro in cui era chiara da tempo la discussione sulla lunghezza della pista: 2000 metri secondo la Regione e di 2400 metri secondo Enac. Risulta sorprendente, in questi giorni, il silenzio di coloro che a livello regionale, nel consiglio e nel partito, avevano proclamato che la pista era di 2000 metri punto e basta! Proprio quando vengono ridimensionate le prerogative della Regione. Non mi sembra una grande manifestazione di autonomia».
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