Il capo della Protezione Civile elogia il sistema pisano
Concluse le tre giornate dedicate alle attività per gestire le emergenze. Il sindaco: «Ci siamo confrontati con eventi importanti»
Si è conclusa il 27 settembre la tre giorni della protezione civile pisana. In piazza Vittorio Emanuele II, tra i padiglioni che esponevano il funzionamento di una macchina complessa, il sindaco Marco Filippeschi ha letto la relazione annuale delle attività. Presenti il capo della protezione civile nazionale Franco Gabrielli, il vicesindaco Paolo Ghezzi, autorità civili e militari, i volontari, molti cittadini.
«È stato un anno molto impegnativo - ha esordito Filippeschi - in cui la protezione civile ha dovuto confrontarsi con emergenze importanti. Ricordiamo dei passaggi importanti: l'emergenza Arno del 30-31 gennaio, in cui con grande rapidità e con la precisione di un meccanismo collaudato si è proceduto al montaggio dei panconcelli sulle spallette dell’Arno, adottando in piena notte alcune decisione non facili e difficilmente comunicabili; la notte tra il 10 e l'11 febbraio quando fu deciso di far posizionare i sacchi di sabbia lungo i panconcelli (che erano ancora installati sulle spallette) e di chiudere al traffico l'area corrispondente alla fascia rossa durante il passaggio dell'onda di piena. Si è trattato di operazioni delicate e complesse, portate a compimento con tempestività, professionalità e dedizione da tutti i soggetti coinvolti».
«Le giornate della protezione civile - ha aggiunto il sindaco - rappresentano un'occasione per condividere questi risultati, per valutare necessità e limiti, per aprirsi alla città e all'opinione pubblica, volendo suscitare innanzitutto l'interesse dei giovani».
«Sarebbe stato grave - ha detto Paolo Ghezzi, vicesindaco con delega alla protezione civile - sottovalutare la necessità di un’adeguata preparazione ad affrontare le diverse tipologie di emergenze che il territorio è capace di proporre in ogni momento. È proprio su questo che Pisa ha investito negli ultimi 10 anni. Sulla prevenzione e sulla costruzione di un sistema efficiente, capace di operare in emergenza in tempi certi e con adeguata preparazione. Un sistema basato sulla sinergia, in cui ogni ente, associazione, uomo ha il suo ruolo e svolge la funzione che gli è stata assegnata».
«Venire a Pisa - ha dichiarato Franco Gabrielli, capo del Dipartimento della Protezione Civile Nazionale - è per me fonte di gioia e soddisfazione, perché questa città esprime uno dei modelli più compiuti di protezione civile. Si parla tanto di riforme, ma in protezione civile la legge c'è, gli strumenti pure, mancano le risorse. È necessario che ognuno, sia il pubblico che il privato, faccia il proprio lavoro: la vicenda Concordia è stato un esempio perfetto di questa sinergia. Solo così questo Paese può salvarsi».
La cerimonia si è conclusa con il ringraziamento delle istituzioni alle centinaia di volontari che a vario titolo lavorano per il funzionamento della protezione civile e con la consegna di alcuni premi.
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