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Pisa

Calambrone, braccio di ferro tra amministrazione e Consorzio

di Giovanni Parlato
Calambrone, braccio di ferro tra amministrazione e Consorzio

I lavori devono ancora essere ultimati a causa della morosità di due soci in grave difficoltà L’assessore: «Avviato l’iter per l’escussione delle polizze. Non può essere il Comune a pagare»

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CALAMBRONE. I lavori da terminare a Calambrone sono ancora al centro di un'accesa polemica. Da una parte l'amministrazione comunale e dall'altra il Consorzio Nuovo Calambrone. Il Consorzio, in estate, aveva accusato l'amministrazione di essersi intascata quasi 25 milioni, 20 dalle vendite di immobili e 5 dagli oneri d'urbanizzazione e di non ha avere investito nulla sul territorio, mentre il Consorzio ha speso oltre 200 milioni. Dal canto suo, l'amministrazione aveva replicato invitando a ultimare i lavori.

Lavori sul viale. Lo strappo è stata l'asfaltatura del viale del Tirreno il cui manto dissestato era diventato troppo pericoloso. Secondo il Comune l'intervento spettava al Consorzio, mentre quest'ultimo è di avviso opposto. Un braccio di ferro andato avanti estate dopo estate fino a quando l'amministrazione, per una questione di sicurezza stradale, nel luglio scorso ha fatto eseguire i lavori nelle ore notturne nell'arco di una settimana.

«Abbiamo realizzato l'asfaltatura surrogandoci al Consorzio e così è avvenuto anche per il ponticello di collegamento alla Cornacchiaia», afferma Andrea Serfogli, assessore comunale ai lavori pubblici, con cui facciamo il punto sui cantieri a Calambrone. «Rimangono ancora da effettuare - spiega l'amministratore - opere relative all'ultima stazione di sollevamento della fognatura nera e opere minime di carattere idraulico».

Due soci morosi. Il Consorzio si è trovato al suo interno due soci in difficoltà economiche ed è questo il motivo per cui i lavori non sono stati ancora ultimati.

«Gli uffici comunali hanno messo in mora e scritto alle compagnie assicurative per l'escussione delle polizze - continua Serfogli -. Ho chiesto di verificare se l'escussione può essere fatta in via prioritaria e preventiva sui due soggetti morosi, uno in particolare, la Baldassarri, che non ha versato nemmeno un euro al Consorzio, e, a seguire, la Garcos di Brescia».

Convenzione unica. Tuttavia, questo è un aspetto non semplice da affrontare perché «il Comune - spiega ancora Serfogli - ha firmato la convenzione col Consorzio e non con i singoli consorziati sprovvisti di fideiussione. All'amministrazione comunale è il Consorzio come persona giuridica e quindi come responsabile che risponde della regolare e completa esecuzione delle opere. Se riesco a recuperare solo le polizze dei morosi ben venga, siamo disponibili a farlo. Tuttavia, se questo crea eccezioni di carattere giuridico e mette a rischio la possibilità di recuperare le somme per poter completare le opere o per far sì che le opere da noi completate non rimangano a carico del Comune e quindi dei cittadini, vorrà dire che a quel punto se la vedranno i soci del Consorzio fra loro. Noi cerchiamo di fare il possibile, comprendiamo anche il disagio di chi ha pagato tutto rispetto a chi non ha pagato niente e che si vede anche chiedere l'escussione, però per problemi di rapporti tra i soci l'amministrazione non può mettere a carico dei cittadini di Pisa quelle opere non eseguite dai soggetti morosi. I lavori di Calambrone andrebbero definiti entro la prossima primavera per poi avere tutte le centraline realizzate, gli allacci effettuati, l'impianto collaudato».

Un Piuss del litorale. Dal Consorzio Nuovo Calambrone si ribadisce che l'asfaltatura del viale del Tirreno non era di loro competenza e si sottolinea come sia caduto nel vuoto il loro appello all'amministrazione per creare un tavolo sui problemi di Calambrone. «Su questo tema - afferma l'architetto Beniamino Cristofani - non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Il litorale ha bisogno di essere valorizzato perché per il Comune è una delle maggiori risorse. Basta andare in Costa Azzurra e non a Cannes, ma in quei piccoli paesi che raccolgono la metà delle nostre presenze, ma che si presentano di gran lunga più curati e accoglienti. Quello che serve è un Piuss del litorale, un vasto programma su cui lavorare”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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