Il presidio
«Antonio ha sbagliato a non dire subito la verità»
Caso Ragusa, l’attuale compagna di Logli sulle bugie per coprire la loro storia Gli inquirenti: l’indagato per omicidio è «una persona abituata alla menzogna»
PISA. «Antonio la mattina di lunedì 16 gennaio mi sconsigliò di andare a dire la verità ai carabinieri. Antonio in questa cosa ha sbagliato e risponderà dei suoi errori».
È uno dei passaggi delle dichiarazioni rese nel corso delle indagini sulla scomparsa di Roberta Ragusa dall’attuale compagna di Antonio Logli, Sara Calzolaio (nella foto), 31 anni, di Arena Metato. Atti allegati all’avviso di chiusura indagini notificato lunedì sera all’avvocato di Logli.
La verità di cui parla Sara è la relazione che la baby sitter e segretaria dell’autoscuola “Futura” aveva intrecciato dal 2004 con il marito dell’imprenditrice di Gello scomparsa nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012. Il voler coprire quel rapporto clandestino ha portato Logli, indagato per omicidio volontario aggravato e distruzione di cadavere nei confronti della moglie, a compiere azioni che per la Procura non nascondono la volontà di mettere al riparto la tresca con Sara, ma rappresentano un possibile movente che lo avrebbe indotto a uccidere, senza premeditazione, la mamma dei suoi due figli.
Uno scatto d’ira degenerato in un assassinio per coprire il quale l’elettricista della Geste avrebbe anche soppresso il corpo. È la tesi della Procura che entro la fine dell’anno chiederà il rinvio a giudizio per celebrare un processo che, se disposto dal gup, si potrebbe svolvere prima dell’estate 2015.
Nelle risposte a magistrati e carabinieri, Sara Calzolaio, destinata a uscire dall’inchiesta dopo l’avviso di garanzia per favoreggiamento di Logli, ribadisce in ogni modo il suo amore incondizionato per Antonio. E anche quando gli inquirenti le fanno notare che Logli, a loro dire, è una «persona abituata alla menzogna che risulta aver frequentato prostitute, nonostante avesse una moglie e un’amante, alla quale prostituta avrebbe confidato i suoi problemi economici derivanti eventualmente da una separazione» l’attuale compagna risponde: «Nonostante tutto questo io comunque credo ancora in lui».
Sara si dice sicura che Roberta non avesse scoperto la loro relazione. In una occasione la moglie sorprese Antonio al telefono. All’altro apparecchio c’era Sara, ma Roberta pensò a una amante estranea all’entourage familiare.
La mattina di sabato 14 gennaio 2012 Logli chiama Sara e le dice di buttare i due cellulari che gli amanti usavano per sentirsi, soprattutto la sera. Lei a casa sua, lui in soffitta. «Alla mia richiesta su quale fosse il motivo per cui dovevo gettare i cellulari, lui mi disse che mi voleva proteggere, perché voleva proteggere la nostra relazione». Logli la chiama alle 7,30 dopo essersi accorto che la moglie era scomparsa «chiedendomi di spegnere il telefono dedicato». Alle 11 altra chiamata, stavolta con il cellulare di Roberta. «Non voleva eludere le indagini, ma solo proteggermi» ripete la segretaria dell’autoscuola. I due cellulari vennero poi trovati dai carabinieri nei cassonetti in via San Jacopo e via di Gagno a Pisa. Li aveva gettati Sara prima di andare dai carabinieri lunedì 16 gennaio a più di due giorni dalla sparizione di Roberta. Nella stessa mattina Logli aveva cancellato le e-mail che si era scambiato con la sua amante. «Credo che l’avesse fatto per evitare che risalissero alla nostra relazione, così, come mi aveva anche detto di buttare i cellulari».
La tensione non manca, però, nella coppia. Sara telefonò ad Antonio: «Io vado dai carabinieri perché non voglio finire nella m..... Lui ha insistito che aspettassi il rientro di Roberta per poi affrontare l’eventualità di un rapporto solido e alla luce del sole». A due anni e 8 mesi di distanza da quelle frasi, Antonio Logli si avvia verso il processo per la morte della moglie e Sara ha preso il posto di una moglie e di una mamma che non c’è più.
Pietro Barghigiani
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