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Pisa

Caso Misericordia, ex lavoratori pagati con i pignoramenti

Caso Misericordia, ex lavoratori pagati con i pignoramenti

Diversi licenziati hanno recuperato circa 150mila euro Colpiti soprattutto i crediti dell’Arciconfraternita verso l’Asl

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PISA. Hanno perso il posto, ma ora cominciano a recuperare gli stipendi attesi e mai incassati durante la crisi che ha decimato, tra casse e personale, la Misericordia di Pisa.

Sono quei lavoratori che hanno scelto la via legale per ottenere quello che con le buone non sono stati in grado di percepire. Quattro, assistiti dagli avvocati Carlo Cavalletti e Andrea Doveri, sono quelli che hanno contestato i licenziamenti impugnando il provvedimento che risale all’ottobre 2013 e che ha riguardato 34 lavoratori.

Dieci, invece, hanno avviato una vertenza per avere gli stipendi spettanti. Della grandeur da impresa che aveva ambizioni industriali, ma solo nell’organico, alla fine alla Misericordia sono rimasti una ventina di dipendenti e il rischio di nuovi esuberi è tutt’altro che tramontato.

All’inizio i dipendenti licenziati che avevano deciso di impugnare il licenziamento erano otto, ma quelli che poi hanno promosso la causa sono stati quattro. A colpi di decreti ingiuntivi e pignoramenti, diversi dipendenti licenziati sono riusciti a recuperare - esclusa l’incentivazione - tutto quello che l’azienda doveva versare. Lo strumento più veloce è stato quello del pignoramento dei crediti vantati dalla Misericordia, soprattutto verso l’Asl. Così, una volta ottenuti dal Tribunale i decreti ingiuntivi e gli atti di precetto, gli ex dipendenti hanno potuto incassare i soldi che l’azienda sanitaria avrebbe dovuto dare alla confraternita e che, invece, sono andati a chi ne aveva diritto.

I crediti vantati dai lavoratori erano pari a circa 150.000 euro con un’oscillazione da un minimo di 3.000 a un massimo di 30.000 euro. Soldi che sono solo una parte di quello che i 34 licenziati devono ancora avere dalla Misericordia. Le cause per i licenziamenti sono in fase di riunione e la prossima udienza si terrà a breve giorni per definire in un’unica vertenza lo strascico legale seguito dalla dieta dimagrante imposta dai conti in rosso per almeno 12 milioni di euro. Se da un lato i soldi, anche se con tempi dilatati, cominciano ad arrivare, dall’altro non esiste la prospettiva di ammortizzatori sociali per la volontà della di Misericordia di non revocare i licenziamenti.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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