Dirigente vista in negozio, il caso finisce in Procura
Il Comune invia la segnalazione come già avvenuto per altri episodi in passato La responsabile di Liu Jo: «È entrata per un saluto e non ha fatto shopping»
PISA. Una segnalazione alla Procura della Repubblica sul caso della presenza di una dirigente in un negozio in orario di ufficio è stata trasmessa dal Comune dopo l’apparizione della denuncia sul profilo Facebook di un’assistente scelta della polizia municipale.
La conferma arriva dall’assessore al Personale, Federico Eligi che sottolinea la prassi di mettere a conoscenza la magistratura di episodi simili.
«Quando ci arrivano segnalazioni del genere non solo attiviamo subito gli accertamenti, ma informiamo anche l’autorità giudiziaria» precisa l’assessore, secondo il quale in questo caso non è stato adottato uno scrupolo maggiore rispetto a situazioni già affrontate in passato.
L’istruttoria. La storia avrà un primo pronunciamento formale tra domani e martedì quando il segretario generale, Angela Nobile tradurrà in un provvedimento le informazioni acquisite nel corso dell’istruttoria condotta dal dirigente del Personale, Francesco Sardo.
Lo sfogo di Grazia Salotti (nell’agosto 1998 in servizio a Tirrenia disarmò e bloccò un russo ubriaco che con una pistola minacciava i passanti, ndr) sulla propria bacheca prendeva di mira il comportamento della dirigente che, a suo dire, in orario di ufficio era entrata in un negozio per fare acquisti. Una censura via web che col senno di poi è andata oltre le intenzioni dell’autrice.
La versione dell’accusata.
Non nega la presenza nel negozio la diretta interessata, chiamata in causa dall’assistente della municipale, ma fornisce una versione diversa che la sgraverebbe da eventuali responsabilità disciplinari o penali.
«Non stavo facendo "shopping" e avere scambiato poche parole con la titolare del negozio, alla presenza della vigilessa, affermando che ero in servizio (stavo rientrando in ufficio da un sopralluogo), non costituisce fatto rilevante sotto alcun aspetto – scrive la dirigente in una nota –. Nella mia qualità di dirigente ritengo di non aver violato nessuna norma, ne contrattuale ne etica, relativa all'orario di lavoro, considerando quanto previsto dal Ccnl della categoria che commisura la retribuzione non alle ore di servizio, ma al soddisfacimento dei compiti affidati e degli obiettivi assegnati. Mi sono resa, pertanto, disponibile a collaborare con gli organi di governo per qualunque ulteriore chiarimento, qualora si rendesse necessario, considerato che sono in corso gli accertamenti sulla vicenda».
«Solo un saluto, no shopping». A sostegno della tesi della dirigente c’è anche la testimonianza della responsabile del negozio Liu Jo in Corso Italia.
«La vigilessa era dentro il negozio – spiega la commerciante che chiede di non pubblicare le sue generalità –. Nel frattempo è entrata la dirigente, che conosco, ma per qualche secondo. Non le ho assolutamente chiesto se era al lavoro. Non farei mai domande del genere ai clienti. Ha solo detto solo “do uno sguardo e poi passo”. Secondo lei questo vuol dire fare shopping? Aveva dei fascicoli in mano, ma è passata un minuto. Ci siamo salutate perché la conosco. La vigilessa ha scambiato due chiacchiere con la dirigente e non c’è stato alcun diverbio. Fare shopping significa entrare, guardare, provare e comprare. Ed è quello che la dirigente non ha fatto».
Ottenute le versioni di tutte le parti, tra domani e martedì arriverà il chiarimento di Palazzo Gambacorti.
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