Cambio divisa da retribuire si va verso la causa collettiva
Fermento dopo la sentenza che riconosce un compenso per il tempo della vestizione I sindacati invitano gli infermieri a inviare una lettera per interrompere la prescrizione
PISA. I sindacati stanno valutando se e come intraprendere eventuali azioni legali contro l’Aoup, Azienda ospedaliero-universitaria, sulla vicenda del tempo di vestizione riconosciuto come retribuzione agli infermieri.
Nel frattempo, pensano di inviare a tutti i dipendenti dell’ospedale una lettera che li consiglia di fare richiesta del blocco della prescrizione: così, indipendentemente dalla lunghezza dei procedimenti giudiziari, sarebbero riconosciuti in caso di vittoria fino a cinque anni di arretrati, quindi una retribuzione maggiorata dal 2009 a oggi. A sollevare la vicenda sono stati sei infermieri che si sono rivolti all’avvocato Leonardo Rossi: la recente sentenza del giudice del lavoro Elisabetta Tarquini ha riconosciuto il diritto a considerare come tempo di lavoro nove minuti in entrata e nove in uscita necessari per indossare o togliere la divisa; e ha condannato l’Aoup a pagare 18 minuti per ogni giorno lavorato dagli infermieri nel periodo che va da primo gennaio 2005 al 31 dicembre 2010.
L’Aoup ha già saldato quella cifra, ma non ha ancora comunicato se ricorrerà in appello.
In ogni caso non ha versato i 18 minuti al giorno dal 2011 in poi. Ecco che i sei hanno già presentato una richiesta di blocco della prescrizione per il periodo successivo a quello riconosciuto dal Tribunale di Pisa: se decidessero di intraprendere una nuova azione giudiziaria, sarebbero coperti. Come si vede, il comportamento dei sei e di tutti gli altri si sta allineando; perché la sentenza (insieme ad altre precedenti fuori Toscana) riconosce un diritto valido e applicabile a tutti. Non è escluso che il caso pilota dei sei apra la strada a una causa collettiva.
Per il momento nessuno vuole forzare la mano: per esempio, Leonardo Fagiolini (Funzione pubblica della Cgil) spiega che «chiederemo un incontro all’azienda per chiedere di aumentare i minuti riconosciuti a tutti e renderli uguali a quelli della sentenza». Va ricordato che la causa dell’avvocato Rossi è partita il primo aprile 2010 e il 20 di quello stesso mese l’Aoup aveva firmato un accordo che riconosceva 12 minuti al giorno come tempo retribuito necessario alla vestizione e al passaggio di consegne; quest’anno un nuovo accordo prevede 15 minuti (5 per la divisa e 10 di cambio consegne); mentre i sindacati ne chiedevano 20 nel complesso. Quello che più interessa agli infermieri e al personale paramedico è il tempo di passaggio consegne: chi smonta dice ai colleghi entranti la situazione dei degenti e le cure da prestare. Ma siccome il diritto riconosciuto è quello della vestizione, in caso di battaglia in Tribunale sarà quello il tasto su cui puntare.
Gianluca Campanella
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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