Il Tirreno

Pisa

La grana dell’illuminazione all’Arena

E’ il vero nodo: un controllo “fantasma” e un documento fatto passare come necessario

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Un aspetto bizzarro di tutta questa vicenda è che per molte ore non è stato chiaro quale fosse il motivo “ufficiale” della bocciatura del Pisa avvenuta il 29 agosto a Coverciano, con i voti tra gli altri di Tavecchio, Macalli, Ulivieri e Abodi.

Il comunicato 59/A, emesso nella tarda serata di venerdì 29, promuove il Vicenza, «tenuto conto che (...) la A.C. Pisa 1909 S.S. S.r.l. non ha soddisfatto tutte le previsioni prescritte per l’ottenimento della licenza nazionale del Campionato di Serie B 2014/2015, in quanto, così come accertato dalla Lega Nazionale Professionisti serie B e dalla Commissione Criteri Infrastrutturali, per lo stadio Arena Garibaldi reso disponibile, non risulta rispettato il punto 8 “Impianto di illuminazione” dei criteri “A” di cui all’allegato A del C.U. n. 143/A del 6 maggio 2014, con riguardo al valore di illuminamento verticale medio (Evmed) maggiore o uguale a 800 Lux in direzione delle telecamere fisse».

Uscito dalla riunione, in realtà, il presidente della Lega di serie B Abodi aveva dichiarato via twitter una cosa diversa, un cavillo burocratico parlando di “Carenza documenti”, ovvero il ritardo nella consegna di una certificazione del collaudo dell'impianti di illuminazione.

La dichiarazione di Abodi aveva preso alla sprovvista lo stesso Pisa: secondo il dg Pino Vitale c’era «grande amarezza per aver perso la possibilità di partecipare al prossimo campionato di serie B per la mancata consegna di un documento. Il presidente Battini è una gran brava persona, meritava di andare in serie B, ma alle volte quando si lavora con dei dilettanti certe cose possono succedere. Alcune persone che lavorano con il presidente Battini sono dei dilettanti. Chi doveva occuparsi di consegnare a nome del Pisa il documento che alla Figc risulta mancante dice, però, che tale documento non gli è stato chiesto da nessuno».

Il comunicato (che smentiva Abodi) infatti non era stato emesso. E 48 ore dopo il Pisa ha presentato subito ricorso d’urgenza, con la consulenza dell’avvocato Fabio Menichetti, attraverso gli avvocati Maurizio Paniz e Luca Miranda. «Ci viene detto che noi dovevamo presentare un certificato da parte del collaudatore dell’impianto di illuminazione - spiegava il presidente Battini -, noi lo abbiamo riscontrato strada facendo perché non era scritto da nessuna parte».

La presentazione della documentazione, ha detto Battini, «doveva essere fatta lunedì scorso (il 25, ndr) e noi l’abbiamo presentata addirittura tre giorni prima: se c’era qualcosa che mancava bastava che lo dicessero, a noi non è stato detto nulla, solamente stamani. L’ho saputo alle 14,10 e alle 15,14 ero già qui». La sentenza di oggi chiarirà tutti questi aspetti. O forse no. Almeno la categoria sarà una certezza. (f.l.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino