La Domus Mazziniana? I fondi per riaprirla appesi a Franceschini
Il ministro è atteso a Pisa il 18 ottobre alla Scuola Normale Servono 60mila euro all’anno per non tenerla ancora chiusa
PISA. Una domus attiva, indipendente e attrattiva. Ma soprattutto aperta. Le speranze che girano intorno alla domus mazziniana stanno per diventare realtà. Una data certa ancora non c’è ma la luce in fondo al tunnel si vede e pare incoraggiante. Questo perché la trattativa con il Mibact (Ministero dei beni, delle attività culturali e del turismo), di fatto proprietario dell’istituto, procede spedita e potrebbe arrivare ad una conclusione entro il mese di settembre. Nella più rosea delle ipotesi potrebbe essere lo stesso ministro Franceschini ad annunciarne la riapertura durante le sua visita in città, prevista per il 18 ottobre in occasione, dell’inaugurazione dell’anno accademico della Normale. Il punto sullo stato delle cose è stato fatto durante la riunione della commissione comunale alla Cultura in cui era ospite il direttore della Normale Fabio Beltram, che dall’ottobre 2012 è anche commissario straordinario della domus mazziniana. Una figura centrale, quella di Beltram, poiché ha posto la Normale a fare da collegamento fra il ministero e la domus pisana, agendo su due fronti: «Il mio primo impegno – afferma lo stesso Beltram - è stato quello di metterla a norma sotto i vari aspetti amministrativi. Adesso, se ci fossero i fondi, potrebbe essere aperta». E qui si entra nel secondo binario: il reperimento delle risorse necessarie. E si parla di numeri importanti dato che, se pure la domus ha un attivo patrimoniale, ha spese ingenti anche stando chiusa: «La dotazione della domus – continua Beltram - è di circa 40mila volumi (3mila solo di emeroteca). La struttura non li può contenere tutti e così abbiamo affittato un magazzino a Perignano che costa 26mila euro l’anno. Ma secondo una nostra stima servirebbero 60mila euro l’anno per tenere aperta e attiva la struttura». La chiave di volta è il progetto di un archivio nazionale delle personalità dell’800 e del ‘900. I documenti contenuti nella biblioteca della domus mazziniana (tra cui il manoscritto originale del giuramento della Giovane Italia) sarebbero una parte importante di questo progetto che è stato sottoposto al ministero e che sembra avere concrete possibilità di finanziamento: «Ho incontrato due volte il vice ministro Borlotti – confida il commissario – e siamo arrivati ad una bozza di convenzione. La trattativa è in corso e penso che arriveremo ad una conclusione in tempi rapidi». Il ministero potrebbe fornire un finanziamento (che andrebbe a coprire le spese per il personale) o in alternativa direttamente il personale qualificato che potrebbe svolgere anche opere di catalogazione. «L’obiettivo – conclude Beltram – è che questo diventi un luogo di studio e ricerca oltre che un punto di grande attrazione turistica».
Luca Lunedì
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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