Regionali, i civatiani alzano la voce: vogliamo le primarie
PISA. Nella lunga marcia di posizionamento che si sta svolgendo dentro il Partito democratico in vista delle prossime elezioni regionali, irrompono i civatiani. Non è ancora scontro aperto ma...
PISA. Nella lunga marcia di posizionamento che si sta svolgendo dentro il Partito democratico in vista delle prossime elezioni regionali, irrompono i civatiani. Non è ancora scontro aperto ma appoggiando l’orecchio a terra dalle parti di via Fratti (sede del Pd) gli scricchioli si distinguono chiaramente. Il grido di battaglia della falange civatiana è uno solo: primarie. E se quelle per la figura di governatore (l’investitura di Rossi è arrivata direttamente dal premier Renzi) sono virtualmente escluse, anche quelle per decidere i candidati al seggio di consigliere sembrano allontanarsi dopo le parole del capogruppo in consiglio regionale Ivan Ferrucci che le ha definite «Una strada difficile da percorrere». Come avevamo anticipato, il gioco delle coppie (la possibilità di formare ticket uomo-donna in virtù della doppia preferenza di genere) nelle varie correnti sembra in gran parte definito all’ombra della sfida fra lo stesso Ferrucci e il segretario provinciale Francesco Nocchi, quest’ultimo investito pubblicamente dall’ex ministro Carrozza. E se pure le varianti possono ancora essere molte, la sinistra riformista del partito teme di trovarsi di fronte al fatto compiuto. Così fra i civatiani si lavora in cerca di sponde: l’idea di non fare neanche le primarie di collegio per i candidati consiglieri non è condivisa da tutto il partito e un’adesione dalle altre correnti potrebbe costringere i vertici, fiorentini e pisani, a concedere la consultazione interna fra gli iscritti. La protesta ciavatiana non si fermerebbe al metodo ma investirebbe il merito: il nome da proporre, insomma, lo hanno. La candidatura che circola con più insistenza nei corridoi democratici è quella di Stefano Landucci, già consigliere comunale e uno dei maggiori oppositori di Rossi in merito alla fusione degli aeroporti Galilei e Peretola. Il sasso è stato lanciato ma sembra che l’argomento verrà affrontato dopo la formazione delle liste per i consigli provinciali (parte della partita politica si giocherà in quell’occasione). La Festa dell’Unità del Pd, in programma da domani al 15 settembre, servirà a delineare con maggiore chiarezza gli scenari: la presenza in città dello stesso Civati non è casuale. Arrivano, infine, ulteriori conferme all’ipotesi di un asse tra le correnti cuperliana e lettiana che convergerebbero sul ticket Nocchi – Zambito: un’ipotesi questa che potrebbe mettere in difficoltà la componente renziana del partito. (l.l.)
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